Ramco chiede certezze per Vinyls – sole24ore.com
VENEZIA - Alla fine l’offerta di Ramco è arrivata, nei tempi e pare anche nei termini previsti dal bando stilato dai commissari, ma la vicenda della cessione di Vinyls non si può certo dire conclusa.
I protagonisti si trincerano dietro dichiarazioni di circostanza. I commissari non hanno ancora aperto la busta e attendono di confrontarsi con il ministero per lo Sviluppo economico; Eni, che da tempo ha confermato la sua disponibilità, sta alla finestra; sindacati e lavoratori, in Sardegna come a Marghera, rimangono sulle barricate. Il perchè lo si intuisce da parole sussurrate rigorosamente a microfoni spenti. Nel plico fatto recapitare dal Qatar nella sede di Vinyls solo nella serata di sabato, quindi praticamente all’ultimo minuto, Ramco avrebbe sì confermato il suo interesse ad acquisire la società ma non sarebbe entrata nel dettaglio delle cifre, che pure nel bando erano ben precisate. In sostanza il gruppo arabo avrebbe preso un impegno formale ma per trasformarlo in sostanziale pare voglia ulteriori sicurezze e garanzie.
Oggi e domani ci sono altri incontri di approfondimento con Eni, ulteriori riunioni sono già programmate da tempo ma Ramco vuole evitare di rimanere stritolata nei meccanismi italiani e di ritrovarsi alla fine da sola con il cerino in mano. «Il progetto che vogliamo realizzare in Italia – ha detto Anwar al Qwasmi, ceo di Ramco – è molto semplice : integrare e rendere efficenti i pezzi finora separati del ciclo produttivo che parte dal sale per arrivare al Pvc. Questi vari pezzi, proprio per il fatto di non essere uniti fra di loro, al momento risultano non utilizzati a pieno e quindi non industrialmente efficienti.»
«Noi puntiamo a investire più di 150 milioni di euro nel solo ciclo cloro/Pvc – ha aggiunto – perché ci interessa ammodernare questo ciclo produttivo e dare garanzie anche a tutto il personale nel medio-lungo periodo, ma questo è fattibile solo se ci verrà data la possibilità di acquisire tutti i pezzi del ciclo a condizioni tali da poter concentrare risorse e investimenti sull’integrazione e sulla ottimizzazione degli impianti.»
Ramco teme sorprese all’italiana, teme che qualcuno o qualcosa si metta di traverso e blocchi un processo molto complesso che ha bisogno invece di certezze sia di tempi che di costi e modalità. Chiede, e lo si capisce con chiarezza, una superiore cabina di regia che si faccia garante di un percorso industriale già definito in ogni particolare. Per questo avrebbe manifestato interesse ma senza scendere nel dettaglio delle cifre. Adempiuto all’obbligo del bando, e in presenza di una regolare quanto unica proposta, il gruppo del Qatar spingerebbe in sostanza per proseguire in una sorta di trattativa privata. Il fallimento del progetto dell’imprenditore trevigiano Sartor è un monito ben preciso e tutti i giocatori di questa complessa partita, fatta eccezione ovviamente per i lavoratori, continuano a manifestare una estrema prudenza che si traduce in obbligata lentezza.
di Claudio Pasqualetto
Il Sole 24 Ore
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