Visita di Bersani alla Torre Aragonese

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È un Pierluigi Bersani ansimante quello che il 7 maggio è  arrivato sulla cima della torre aragonese dopo aver salito una stretta scala a chiocciola. Sono le tre del pomeriggio, il leader del Pd si tratterà un’ora nella torre, insieme all’Asinara uno dei simboli della protesta per il lavoro che dalla Sardegna ha fatto il giro del mondo. A Bersani i cassintegrati chiedono certezze per il riavvio degli impianti Vinyls, fermi da dicembre, ora che l’intesa con la Ramco si avvicina.  Gli danno del tu, gli operai e gli chiedono di metterci le sue doti per riportarli in fabbrica e per salvare la chimica. E cioè «competenza e rabbia», lo sprona Giovanni Tavera, segretario della Uilcem, ricordandogli le parole che aveva usato a difesa della loro vertenza nella trasmissione «Annozero». «Adesso ti chiediamo di vigilare perché non ci siano sorprese e tra quindici giorni la firma con gli arabi che vogliono rilevare gli impianti sia cosa fatta – gli dice Tino Tellini -. La nostra vertenza non è purtroppo diversa dalle tante che ancora sono sul tavolo del ministero dello Sviluppo. Ed è questa la nostra lotta: una lotta per l’occupazione in cui la classe politica deve essere all’altezza». Come è stato in passato: «Tu sei l’erede di un grande partito – ha detto Tellini a Bersani – a pochi chilometri da qui è nato un grande uomo, Enrico Berlinguer, che noi rimpiangiamo».  Bersani ascolta e li rassicura: «Ora c’è questa ipotesi positiva che può tenere insieme il ciclo delle produzioni», dice riferendosi al passo in avanti compiuto con la Ramco, che intanto, però, sta valutando le carte. Quanto al riavvio degli impianti prima dell’intesa definitiva, invita a ponderare.  C’è attesa e speranza sui volti degli operai della torre. Il pensiero va ai compagni di lavoro all’Asinara. Tellini dà al segretario del Pd il numero di telefonino di Pietro Marongiu «il tiranno», uno degli autoreclusi sull’isola e lo invita a chiamarlo. «Pronto? Sono la Ventura», saluta Bersani. «Come va? Certo le preoccupazioni ci sono ma voi non buttatevi giù, se dal Qatar sono venuti a cercarvi è perchè sanno che siete bravi operai», dice.  C’è anche chi ha dubbi che Bersani possa aiutarli. Piergianni Rais gli ricorda che nel 2006 «quando lei era ministro dello Sviluppo l’accordo di programma sulla chimica non ha avuto seguito». Ed Emanuele Manca teme la passerella politica e le promesse in campagna elettorale. «Ma in campagna elettorale ci si occupa di lavoro o di cazzate?», gli risponde il leader del Pd.  Nella torre ci sono anche due lavoratrici dell’Electa, il call center sassarese fallito a dicembre. Non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione straordinaria in deroga, problemi burocratici al ministero, sembra. Risponde Bersani: «L’assegno può anticiparlo la Regione, e quanto vi è successo mi dà ragione: per questo noi chiediamo l’allungamento della cig ordinaria»

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