“Mi chiamo Saglia e da grande voglio fare il Ministro”

 

“L’Eni essendo una società quotata in borsa, non dipende minimamente dal Governo”… BALLE!!

Stefano Saglia

Dopo l’infortunio di Claudio Scajola, titolare del Ministero dello sviluppo economico, tutte le responsabilità ricadono sul panchinaro Stefano Saglia. Nato a Milano il 1 febbraio del 1971, nel suo sito internet si descrive come un “amante della lettura, della buona cucina e del cinema”. Riguardo alla sua carriera apprendiamo che è giornalista professionista e ha sempre avuto un interesse forte “per il rapporto esistente tra attività produttive, formazione e problematiche sociali“. Però quando le persone parlano di se stesse, spesso non riescono a vedere i propri difetti. Non soddisfatti di questa striminzita biografia estendiamo la nostra ricerca su internet…

Dopo una decina di minuti scopriamo che è diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Statale ‘Cesare Abba’, a Brescia, e che la sua attività di giornalista professionista ha consistito nella collaborazione con vari giornali locali e nazionali, della quale purtroppo non c’è traccia su internet. All’età di soli 24 anni entra in politica e da allora si è spostato di poltrona in poltrona fino ad arrivare a rivestire il ruolo di sottosegretario allo sviluppo economico. Insomma niente di veramente emozionante, purtroppo.

È favorevole al nucleare, anzi addirittura ha palesato la sua volontà che Eni entri nel mercato dell’energia atomica, in una intervista di qualche mese fa al Corriere della Sera.

Arriviamo dunque al caso che ci riguarda: la Vinyls. Cosa ha fatto Saglia in questi ultimi mesi? NIENTE! Solo parole, come i suoi predecessori.

Il Ministero dello sviluppo economico, infatti, non ha fatto nulla per difendere l’industria chimica in Italia. Continua a dire che la chimica è importante e strategica, per tenere buoni gli operai, ma in realtà se ne frega altamente, come dimostrano i fatti. Questi politici continuano a fare il gioco dell’Eni, senza opporsi minimamente, senza fare nessun tipo di pressione… zitti e obbedienti come cani davanti ai loro padroni. Questa è la posizione del Governo Italiano rispetto all’Eni: sottomissione totale agli interessi economici e speculativi di questa impresa, senza nessun riguardo verso le politiche del lavoro e la responsabilità sociale. Saglia ha capito come vanno le cose ed è sulla buona strada per diventare Ministro, se continua ad esaudire i desideri dell’Eni e di Paolo Scaroni.

Smettiamola di ripetere la balla che l’Eni è una società quotata in borsa e quindi non dipende dal Governo. Il Ministero del Tesoro detiene il 30% delle azioni di questa impresa, quindi è l’azionista di maggioranza e ha il diritto di fare pressing sull’azienda per difendere i propri interessi.

Qualsiasi impresa quotata in borsa infatti, davanti alle esigenze del suo azionista di maggioranza, è costretta (proprio in nome del mercato azionario) a mettersi in discussione! Quindi basta dire balle, ci siamo rotti di sentire questa storiella.

Il Governo ha la responsabilità di difendere il diritto al lavoro delle migliaia di operai che si trovano ora in cassintegrazioni per colpa delle decisioni di Eni. Fino ad ora la politica è stata complice degli interessi più sporchi di questa azienda e la riunione del 15 giugno ci ha confermato tutto questo. L’assenza di Silvio Berlusconi e del suo inferiore, Ugo Cappellacci, dimostrano che la riunione di Roma è stata solo uno specchietto per le allodole.

di Marco Nurra

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13 Responses to ““Mi chiamo Saglia e da grande voglio fare il Ministro””

  1. [...] Il Governo (complice dell’Eni, stà ai suoi sporchi [...]

  2. [...] Il loro operato ci sembra blando, indeciso e a tratti li vediamo persi. Da loro ci aspettavamo più incisività: rappresentano la Vinyls però sono relegati a un ruolo marginale nelle trattative e reagiscono rassegnati alle decisioni del Governo, che muove i fili da troppo tempo. [...]

  3. [...] persone, tra cui lo stesso Stefano Saglia (Ministero dello sviluppo economico), a volte si sbilanciano verso il mondo della fantasia e [...]

  4. [...] dei sogni. Voleva fare l’astronauta, il calciatore, il velino, l’elettricista? No, sognava di fare il ministro, poverino, e ci sta quasi riuscendo, purtroppo per noi e per tutti gli [...]

  5. [...] dei sogni. Voleva fare l’astronauta, il calciatore, il velino, l’elettricista? No, sognava di fare il ministro, poverino, e ci sta quasi riuscendo, purtroppo per noi e per tutti gli [...]

  6. [...] li vedremo ad Anno Zero. E (ahimè) esisteranno domani, dopodomani e fra un mese… se Eni e Governo non faranno qualcosa per ridargli il loro posto di [...]

  7. Gianluigi scrive:

    Si preferisce investire miliardi per ripartire da zero sul nucleare invece che investire alcune decine di milioni per rilanciare la chimica che ha una lunga tradizione in Italia e può dare un ritorno occupazionale ed econimico in tempi sicuramente più rapidi. Auguri!

  8. [...] Antonio lo interrompe: “Forse tutte le agenzie di viaggi del nord Italia appartengono a Saglia!”. Tutti lo guardano per vedere dove va a parare la sua teoria. “Si dai pensateci, [...]

  9. [...] Il sottosegretario Saglia, poi, un uomo in bilico tra la più grande incompetenza e la più meschina delle omissioni, lui che è alle nostre proteste ci ha risposto con un sorriso beffardo alla porta del MISE a Roma. E poi, chi rimane, lui, il signor Berlusconi, attuale ministero delle attività produttive. Pare, come afferma, che si stia divertendo cosi tanto a fare il ministro da non voler nominare nessun altro, ovvero qualcuno che potrebbe dedicarsi a risolvere la nostra crisi. Che sia un caso? Caso anche che Scajola si sia dimesso lo stesso giorno dell’incontro sulla nostra vertenza? [...]

  10. [...] incontri al ministero continuavano, un fallimento dopo l’altro ad opera del sottosegretario Saglia, e l’assessore Angioni (smemorato di Collegno) andava al posto del presidente sottolineando [...]

  11. [...] la Dioki, per mesi la società consigliata da Eni (sono partner in affari) e dal sottosegretario Saglia. Ma forse basta questo articolo di repubblica, sull’ENI, a svelarci il perchè di certe [...]

  12. [...] in bianco. Un nuovo compratore all’orizzonte, gli svizzeri GITA, che ENI e sottosegretario Saglia (lui che ha mandato avanti il ministero all’indomani delle dimissioni di Scajola per tutti i [...]

  13. [...] le mani, oppure assecondando i voleri dell’Eni – come fece il sottsegretario Saglia – che voleva la croata Dioki nelle trattative. Una società talmente “affidabile” [...]

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