Ecco, orientativamente, a occhio e croce, a primo impatto, qualunque individuo ragionevole dotato di giudizio, non penserebbe mai, neanche per scherzo, di affidare la gestione di una delle maggiori aziende di telecomunicazioni del proprio paese ad un personaggio del genere. A guardarlo si farebbe fatica anche a chiedergli di dare un’occhiata alla propria macchina posteggiata in doppia fila per cinque minuti.
In Italia c’è però chi addirittura è arrivato ad affidargli la gestione di un patrimonio nazionale come Eutelia. Non siamo un paese di persone sensate e coscienti, lo sappiamo.
Chi è il losco figuro in questione? Il “pirata” nella foto è Samuele Landi, l’ex amministratore delegato di Eutelia, l’unico riuscito a sfuggire agli arresti che hanno visto finire in manette i vertici del management Eutelia-Agile-Omega, e che ora, c’è da scommetterci, se la sta spassando nel Dubai.
La storia di Samuele Landi è il classico esempio di imprenditoria di bassa leva all’italiana. La famiglia Landi ha iniziato la sua spericolata attività imprenditoriale con una società finanziaria, per poi dedicarsi ad investimenti nell’ambito della telefonia, ma non proprio nei settori più nobili: i Landi avevano infatti una passione per i servizi erotici e la cartomanzia, servizi telefonici nei quali investirono i propri soldi.
Nel 2003 la svolta: Samuele e parenti comprano la Edisontel, quinta rete in fibra ottica d’Italia, e dalla fusione con Plug It nasce Eutelia. Nel 2004 viene poi acquistato l’80% di Nts, società operante nel settore dei media e di internet, Eutelia diventa leader del mercato nella distribuzione di servizi telefonici prepagati in undici paesi europei ed entra in borsa.
La corsa però non finisce qui. Nel 2006 capo pirata e parenti comprano Getronics, l’eredità informatica della Olivetti, al faraonico costo di un euro, ma i dipendenti sono troppi e i debiti crescono. Cosa fare? La soluzione ce l’ha Samuele: si cedono i dipendenti che non si riescono a mantenere al buco nero di Omega, tanto ci pensano poi Claudio Marcello Massa e Antonangelo Liori, che di fallimenti alle spalle ne hanno 14 in due, a mandare tutto in malora. Per non parlare poi dei milioni sottratti dal bilancio delle aziende e che il buon Samuele starà sicuramente spendendo a dovere nel suo soggiorno da latitante nel Dubai.
Come ad un simile mascalzone sia stato concesso di far tutto questo, lo dovete chiedere alla Consob, se riuscite a svegliarla dal coma irreversibile in cui è caduta ormai da tempo. Perchè la parabola di Samuele Landi ha dell’incredibile. Questo spregiudicato imprenditore sale alla ribalta mediatica non di certo per i suoi meriti, ma per la sua alquanto anomala concezione in materia di diritti dei lavoratori.
La “giustizia” secondo Landi
All’alba del 10 novembre dell’anno scorso, Landi e una decina di vigilantes privati al suo seguito fanno irruzione con spranghe e piedi di porco nella sede romana di Eutelia per sgomberarla dai dipendenti (a quel tempo già da tre mesi senza stipendio) che la occupavano pacificamente in segno di protesta. Gli occupanti credono inizialmente di essere di fronte a forze dell’ordine autorizzate. La polizia interverrà invece qualche ora dopo per scortare la ritirata di Landi e del suo gruppo di giustizieri che rischiavano i linciaggio da parte dei dipendenti Eutelia-Agile presenti all’esterno dell’edificio. La risposta di Landi? “Io sono il padrone di casa, famme capì? Questi signori devono uscire. In Italia non si possono più fare aziende. L’imprenditore dà lavoro a tutti ma nessuno poi lo difende. E’ sempre quello che ruba, che porta i soldi in Svizzera” [VEDI IL VIDEO IN FONDO ALL'ARTICOLO].
Dopo questa sorta d’involontaria confessione, Landi si dimette dal cda di Eutelia e decide di fondare un partito politico, l’Idi (Imprenditori d’Italia), per tutelarsi da quello che lui dice essere semplicemente un complotto. “Ricordiamoci che il lavoro lo danno le imprese, non lo danno i sindacati. In Italia non c’è nessuno che difenda gli imprenditori” disse a Luca Rosini di Annozero, l’imprenditore dell’anno. Non li tollera proprio questi dipendenti che hanno l’ingombrante pretesa di lavorare ed esigere lo stipendio a cui hanno diritto. Deve aver letto “Il Capitale” di Marx il nostro Samuele, ma al contrario.
Come seleziona i suoi compagni d’avventura poi, nemmeno Edward Norton in “Fight Club” osò tanto. Landi è infatti appassionato di kick boxing, oltre che di paracadutismo e di motori (ha corso sei volte la Parigi-Dakar), e la classe imprenditoriale al quale affidare le sorti delle proprie aziende la sceglie così: “La maggior parte dei manager di Eutelia li ho scelti in palestra. Li conoscevo sul ring. Full contact. Li ho messi nei posti chiave dell’azienda perché è gente seria, di cui ci si può fidare”. Se lo dice lui…
Peccato che al destino delle sue aziende sia collegato anche quello degli oltre mille lavoratori ex Eutelia-Agile da oltre un anno senza lavoro e che aspettano ancora giustizia. Quando poi gli chiedono se abbia portato capitali all’estero in vista di una sua fuga, il pirata risponde: “Magari l’avessi fatto. Mi sarebbe piaciuto molto”. Mente? Avrà detto la verità? Guardate la foto in testa all’articolo, e datevi autonomamente una semplice risposta.
diAndrea Demontis
(18 settembre 2010)
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Tags: agile, agile-eutelia, Andrea Demontis, eutelia, isoladeicassintegrati.com, L'isola dei cassintegrati, pirati, Samuele Landi















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che senso ha pubblicare la foto di una persona risalente ad una situazione familiare? Sarebbe come pubblicare la foto di un qualsiasi manager vestito da carnevale!! E’ questa la “libera” stampa italiana? Come siamo caduti in basso…ecco perche’ l’Italia, la nostra Italia, si ritrova ridotta in macerie.
Ha senso cara Laura, quando la persona in questione ha dato vita a una mega truffa che ha fatto perdere il lavoro a migliaia di persone, e non contento si è recato con spranghe e bastoni coi colleghi a sgomberare i lavoratori che ccupavano l’azienda. Più o meno bardati come nella foto. Più che una foto in un blog, credo che un’operazione di speculazione finanziaria come quella di Samuele Landi abbia ridotto qualche migliaio di italiani in macerie per davvero, e di conseguenze l’italia stessa. Avremo potuto metterne un’altra, non sarebbe cambiato nulla. Perchè essere ipocriti con le foto, allora? Un saluto.
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Michele Azzu, facile parlare da Londra, vero? Perche’ non te ne stai in Italia a fianco dei lavoratori?? Scegliere la vita facile ti e’ piu’ consono, vero?
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Post interessante, ci sabbe molto altro da dire sulla cartomanzia ed i tarocchi ….
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Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo
di un’ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata
oltre un’ora prima che qualcuno potesse vederlo.
Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento
che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli
strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro
appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per
far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall’Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po’ tardi.
Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni.
Ne fui sorpreso, e gli chiesi ‘e va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi è lei?
L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo:
“Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi è lei”
Dovetti trattenere le lacrime… Avevo la pelle d’oca e pensai:
“Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita”.
Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è
l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l’ho appena fatto.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.
Sii più gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.
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