Un vulcano spento…il caso Rockwool. 2° PARTE

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locandina del festival di musica della rockwool...domani 30 settembre l'ultima data!

Segue da Un vulcano spento…il caso Rockwool 1° parte. Domani 30 settembre in località sa stoia, Igliesias, si svolgerà l’ultima data del festival musicale ROCKwool(vedete la locandina qui accanto), a sostegno della protesta. Fra gli altri artisti anche Piero Marras! Accorrete in massa, e passate parola!

Ma chi sono i lavoratori della Rockwool? Quale è la loro storia? Mesi dopo le dichiarazioni dell’azienda gli operai decidono di difendere autonomamente il loro posto di lavoro senza il seguito dei sindacati. La Regione spiega a tutti loro che non può nulla contro la multinazionale e li prega di lasciare il presidio nell’impianto ormai da smantellare. Il 13 aprile 2010 si accampano in prossimità del ponte di Campo Pisano. Scelgono il ponte non a caso ma perché è di fronte all’Igea, l’azienda per cui lavoravano quindici anni prima, come dipendenti dell’Ente minerario sardo, che all’epoca si chiamava Bariosarda Spa. Per ricordare il loro precedente sacrificio, già una volta infatti lo Stato li aveva fatti uscire da quel ciclo produttivo, e fatti assumere dalla Rockwool con la legge 221. Sono più di trenta cassintegrati che turnano notte e giorno per non lasciare mai il luogo che hanno scelto come simbolo della protesta.

Perché questa è l’isola in cui per farti ascoltare devi fare gesti eclatanti, straordinari e forse non vieni ascoltato neanche così.

In questo presidio ha sfilato tutta la classe politica, non solo i consiglieri regionali e i delegati sindacali locali, ma anche nomi di spicco come Bersani, Bertinotti, Ferrero, Borsellino. Ma intanto i tavoli tecnici al ministero saltano e arriva il secondo primo maggio di lotta per gli operai che invitano l’opinione pubblica a trascorrere con loro una giornata di mobilitazione per il territorio del Sulcis, travolto dalla crisi economica internazionale. Il 25 maggio l’incontro fra Regione e sindacati per vendere l’impianto si conclude con un nulla di fatto e un rinvio a dopo le elezioni provinciali. La Rockwool infatti ribadisce di non voler vendere a chi produce lana di roccia. Il 10 giugno arriva il via libera della Regione per il rinnovo della cassa integrazione.

Dopo un anno di lotta la rabbia fra gli operai cresce. Quando il 10 luglio la convocazione della Regione non arriva i cassintegrati manifestano bloccando il tratto della 130 che collega Campo Pisano a Monteponi. I lavoratori ormai chiedono di essere ricollocati nelle bonifiche ambientali eseguite dall’Igea. Un ritorno al vecchio lavoro, dopo aver preso atto che sono fallite le trattative di vendita dell’impianto.

Oggi ci si concentra sulla sistemazione dei 200 dipendenti. Fra pensionamenti, mobilità e incentivi restano 64 unità.

Il 2 agosto scorso erano tanti sotto la Giunta regionale in viale Trento a Cagliari. Cercavano di ricordare che per loro non è tempo di vacanze, che vogliono risposte. Hanno incontrato l’assessore all’Industria Angioni e il rappresentante dell’assessorato al Lavoro Franco Chia. Nessuna decisione concreta ma si è parlato di come agevolare il pensionamento degli ultra cinquantenni. Viene stilato così l’elenco dei possibili beneficiari che dovrebbero giovare di questo provvedimento, siglato il 20 luglio da Regione, Inps e azienda. Si è parlato anche di possibili agevolazioni sull’autoimpiego. Si predisporrà un bando che preveda incentivi, anche a fondo perduto e a interessi zero per attività in proprio. L’assessore Angioni si è preso l’impegno di costituire corsi di formazione, che potrebbero partire già dal prossimo autunno, per aggiornare e riqualificare i dipendenti. I locali sarebbero ceduti dalla Rockwool.

Sabato scorso a Oristano nuova manifestazione, erano in 5mila nella città di Eleonora, sindacati, Anci, Ups. Tutti a ricordarsi che non è cambiato nulla dallo sciopero generale del 5 febbraio. Ci sono anche i dipendenti della Rockwool e anche loro non hanno nessuna novità. Dice Vittorio Zucconi, nel suo libro “Il caratteraccio”, che l’Italia è la nazione della revolutio interrupta, del cambiare tutto per non cambiare nulla. Scendiamo in piazza, ma restiamo identici e immobili.

Unica nota positiva di questa triste storia è che l’azienda si è preoccupata di anticipare le casse integrazioni che sono sempre arrivate puntuali. Il calendario delle manifestazioni si è adattato alle stagioni. Questa estate il presidio viene rinforzato, e viene allestito un vero festival culturale: ROCKwool. Messi in scena rappresentazioni teatrali e concerti.

Un ultimo appunto per ricordare, che questi uomini e queste donne che lottano mesi e mesi senza arrendersi, non lo fanno per salvare la loro impresa specifica. Le multinazionali che “inquinano”, non le ama neppure chi ci lavoro, specialmente quando sono proprio queste a tradirti e a buttarti in mezzo alla strada. Operai, Pastori, Agricoltori, personale della Scuola, Impiegati nei call center, stanno manifestando in Sardegna e in tutta Italia giorno e notte per il diritto al lavoro Di tutti. Un lavoro dignitoso Per tutti.

di Claudia Sarritzu
(29 settembre 2010)

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