Giorno 256 – Attaccati ai telefonini

 

(7 novembre 2010)

Ore 7.00 La giornata è grigia, fredda, e minaccia pioggia. Ci prepariamo a una settimana di maltempo.

Ore 9.00 Un nutrito numero di gabbiani volteggia sopra il nostro carcere. Il loro richiamo è forte e deciso. Sembra vogliano dirci qualcosa. Speriamo che sia un segnale di buon auspicio.

Ore 11.00 Il tempo peggiora. Un violento acquazzone si abbatte sull’isola, costringendoci a cercare riparo nella nostra cucina.

Ore 13.00 Il pranzo trascorre, mentre ci chiediamo se tutto quello che abbiamo dovuto sopportare in tutti questi lunghi mesi, sia servito ad aprire gli occhi a chi ha voluto essere volontariamente cieco.

Ore 16.00 Il maltempo ci impedisce di mettere fuori il naso. Ci attacchiamo ai telefonini per parlare con i nostri cari, che come noi aspettano che tutto questo finisca.

Ore 18.00 Nel momento di tregua dalla pioggia, andiamo a vedere cosa succede all’esterno del carcere. Una grande famiglia di cinghiali scava nel campo di calcio in cerca di radici.

Ore 20.00 La serata diventa sempre più fredda, siamo ben coperti. Giocando a carte cerchiamo di distrarci dalle preoccupazioni e speriamo tutti in un futuro migliore.

Ore 21.00 Ceniamo portando dentro la speranza che la nuova settimana sia finalmente portatrice di buoni avvenimenti e di buoni consigli. Speriamo che i consigli li porti soprattutto a chi eventualmente abbia avuto l’intenzione di far fallire le trattative in corso sulla vendita della nostra azienda.
Saluti ai lettori.

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