“Bersani vogliamo passare il Natale a casa!”

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È un Bersani pronto ad incassare quello che si presenta a pranzo dagli operai de L’isola dei cassintegrati, che da 268 giorni occupano il carcere di Cala d’Oliva all’Asinara (guarda il video su YoudemTV).

Le aspettative sono tante ma c’è anche chi scopre le carte prima dell’incontro: “Bersani prenda almeno un impegno: incalzare il Governo ed ENI sulla questione chimica italiana. Sinora non l’ha mai fatto“, ricorda uno degli operai della Vinyls di Porto Torres. È fondamentale infatti che il Partito Democratico intraprenda per la prima volta un percorso concreto e vincolante riguardo il problema della chimica: un impegno che non c’è mai stato, se non a parole.

E sebbene le sfilate dei politici siano all’ordine del giorno, i cassintegrati dell’Asinara non rinunciano alla speranza: ”Abbiamo imparato durante questi mesi di protesta che ci si deve confrontare con la politica. Se noi con questa lotta siamo riusciti a coinvolgere politici di opposizione e di governo (da Bersani a Pisanu sino ad arrivare a Berlusconi) abbiamo aggiunto un valore in più alla vertenza”, spiega uno di loro sulla nostra pagina facebook.

Non si può dimenticare però che siamo in attesa di risposte importanti da parte del segretario del PD. Ci riferiamo alla sfida impostagli dalla CGIL, che ha chiesto pochi giorni fa la testa di Paolo Scaroni qualora i democratici salissero al governo. Bersani in quanto ex ministro dell’industria conosce bene Scaroni e in passato ha espresso chiaramente il proprio giudizio negativo verso il management dell’Eni, ma tuttavia non è giunta nessuna risposta ufficiale all’ultimatum della CGIL.

Il segretario democratico, dopo aver ascoltato le richieste degli operai, si è impegnato su tutto (e su niente): “Al ministro – si legge su L’Unione Sarda – parlerò di voi, non possiamo perdere un pezzo dell’industria. Voi e questo luogo siete diventati il simbolo del lavoro in Italia, ma ci sono centinaia di crisi aziendali in tutto il Paese di cui bisogna occuparsi di più. Il Governo dovrebbe mettere in campo delle misure urgenti per il principale problema dell’Italia, che è quello del lavoro”. Nè più nè meno, quello che aveva detto sei mesi fa.

Chi si aspettava una risposta chiara e decisa alla sfida fatta dal sindacato della Camusso rimarrà sicuramente deluso da queste parole. D’altro canto gli operai stessi guardano a un futuro più vicino: le offerte di acquisto degli impianti saranno valutate positivamente dal Ministero dello Sviluppo Economico? E l’Eni manterrà per la prima volta le promesse fatte? Sono interrogativi da cui dipende il futuro della chimica in italia e delle famiglie di questi cassintegrati. Se Bersani farà veramente pressing sul ministro Romani in parlamento (come promesso più volte) sarà già una conquista.

Non ci rimane che rassegnarci al fatto che la testa di Scaroni sarà un piatto da servire freddo. Per il momento.

di Marco Nurra

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  • luciana carnevale

    caro marco, quanta amarezza leggo nelle tue parole; non so che cosa dirvi, non so cosa dire a tutti quelli che, come voi, vivono sul filo del rasoi. Sono contenta di essere “diversamente giovane”, di non dovere disperare per il futuro, perché nn saprei come affrontarlo. Mi sento ridicola a scrivere: coraggio, ragazzi

  • rina targhetti

    se non avessi letto le ultime due righe, avrei pensato “la visita di Bersani è stata una debacle totale”. Sento trasparire un po’ di speranza anche dal resoconto del TG3. perciò aspettiamo qualcosa di positivo. ciao e un abbraccio.

  • Pingback: Ma a noi, quando ci liberano? « L'isola dei cassintegrati

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