Esplodono le Università…da Torino fino Cagliari!

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gli scontri a Bologna

In tutta Italia le università esplodono contro la riforma Gelmini: La Torre di Pisa, la Mole Antonelliana di Torino, il Colosseo. Scontri tra studenti e forse dell’ordine a Bologna e a Milano.

Anche in Sardegna – preferiamo iniziare dall’isola, dato che del resto d’Italia ne hanno già parlato tutti, ma presto aggiornamenti da tutta Italia – 400 nell’Università di Cagliari, 300 a Sassari, e altri 400 invisibili ricercatori che lavorano negli atenei dell’isola. Più di mille laureati senza futuro in una terra che come cerchiamo di raccontare da mesi non ha neanche un presente. Non solo gli studenti manifestano, contro l’ennesima riforma a costo zero. Sta volta, con i soliti “striscioni riciclati” come li chiama il Ministro, a scendere in campo sono quelli che dentro le facoltà ci lavorano.

Gli studenti tre giorni fa a Roma hanno tentato di entrare in Senato. Si votava per il DDL Gelmini. Un attacco alle istituzioni è stato definito dal Presidente Schifani. Forse semplicemente il gesto simbolico di chi vorrebbe che nella “casa di tutti”, il Parlamento, si approvassero leggi “per tutti”. Il 20% di fondi in meno – è il rettore dell’Università La Sapienza di Roma a dirlo – significa non sapere più come pagare gli stipendi.

“La vera università di questi giorni è una collezione di libri.” Lo diceva lo storico scozzese Thomas Carlyle quasi 200 anni fa. Una frase che bene incarna l’Università italiana che da 20 anni cerca di sopravvivere a una politica insensibile. Qui sotto vi proponiamo la chiacchierata-intervista con una ricercatrice che ieri ho personalmente incontrato e che gentilmente mi ha mostrato le condizioni in cui si è costretti a lavorare.

di Claudia Sarritzu
(25 novembre 2010)

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