Il ministro Romani sbarca sull’isola dei cassintegrati

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(5 dicembre 2010)

Vanno avanti le trattative con la svizzera Gita, decisiva la prossima settimana. Ieri a Venezia nuovo passo avanti nella trattativa per salvare la Vinyls. E ora si muove il ministro Romani che domani sarà a Porto Torres e, forse, anche all’Asinara per incontrare i cassintegrati. di GIANNI BAZZONI

SASSARI. Ieri a Venezia nuovo passo avanti nella trattativa per salvare la Vinyls. E ora si muove il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che domani sarà a Porto Torres e, forse, anche all’Asinara per incontrare i cassintegrati autoreclusi ormai da 283 giorni (Leggi i loro diari di protesta). Una visita a sorpresa che porta un rappresentante del Governo di fronte agli operai.

La notizia è trapelata a tarda sera, ma l’intenzione del ministro era stata manifestata ai più stretti collaboratori già nei giorni scorsi, dopo l’incontro riservato con l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni.

E’ evidente che la scelta del momento (cioè quando un ministro decide di metterci la faccia) non è casuale. Ieri a Venezia, in uno studio legale, si è svolto l’incontro riservato tra i soci del Fondo svizzero “Gita” (accompagnati dai legali di uno studio di Padova), il presidente di Syndial Leonardo Bellodi e i commissari di Vinyls rappresentati da Mauro Pizzigati. Una riunione con pochissime indiscrezioni, ma che si è conclusa con valutazioni positive.

E con una dichiarazione che, se non altro, fa ben sperare: «E’ stato sgombrato il campo da potenziali equivoci, ora si va avanti con un calendario serrato. Eni ha già autorizzato, per domani, l’accesso dei consulenti di “Gita” alla date room per l’acquisizione dei documenti utili alla valutazione delle caratteristiche economiche, legali e industriali dell’operazione sugli asset. Sabato, ulteriore approfondimento nel corso di una riunione già programmata a Milano. Se non ci saranno sorprese – sempre possibili, basta pensare a ciò che è accaduto con gli arabi di Ramco – si potrebbe ragionare su una possibile chiusura dell’operazione entro il mese di gennaio 2011.

«Rispetto al passato – ha detto l’avvocato Leonardo Bellodi all’uscita dalla riunione – posso dire che sui punti cruciali del confronto abbiamo trovato maggiore chiarezza. E la presenza del ministro, che segue l’evoluzione della trattativa, aiuta la situazione. Mi sembra un elemento positivo per le parti». Proprio il ministro Paolo Romani, pare abbia rivolto a tutti una raccomandazione: «Fate presto e bene».

A parte queste poche affermazioni, su tutta la vicenda regna la massima riservatezza. A cominciare dall’identità del gruppo interessato all’acquisto di Vinyls: si sa che si tratta di soci svizzeri (che parlano tedesco) e che il fondo “Gita” è attivo nel settore mobiliare. Effettua investimenti per rilevare società in difficoltà, le riorganizza, lavora per renderle produttive e le rilancia sul mercato internazionale.

Due le questioni fondamentali che sarebbero state risolte nel confronto avvenuto a Venezia. La prima riguarda gli asset per il ciclo del cloro, e i punti chiariti consentono di andare avanti celermente. Eni ha chiarito che non parteciperà all’intervento per la «membranizzazione» di Porto Marghera. Cioè, se anche l’acquirente dovesse procedere con l’attivazione dell’impianto a membrana (in sostituzione di quello con celle a mercurio) non avrà il contributo di Eni. Con una spiegazione semplice: «In passato abbiamo preso accordi con una società che oggi non esiste più e che, tra l’altro, ci deve 100 milioni di euro». Questo in sintesi il concetto.

Poi c’è il tema della centrale elettrica di Porto Marghera. L’Eni ha confermato che non chiuderà il gruppo di produzione di energia che serve tutto il petrolchimico, ma ha anche sottolineato che nel momento in cui gli “svizzeri” costruiranno la nuova centrale da 400mw a cogenerazione (presente nel Piano industriale presentato) la vecchia centrale sarà fermata definitivamente.

In fase avanzata anche la cosiddetta «perimetrazione» degli asset che sarà definita meglio nei prossimi giorni: cessione delle due saline di Cirò Marina e Contivecchi, oltre al clorosoda di Marghera. Eni fornirà anche il Dicloroetano (via Assemini) e l’Etilene alle stesse condizioni già stabilite nell’intesa ministeriale del novembre 2009 «per un periodo di tempo oggetto di negoziazione». Resta un nodo fondamentale, un momento delicato sul quale – si spera – non emergano difficoltà: è la definizione di modalità e valore dei beni oggetto del trasferimento.

L’attività sarà portata a compimento nelle prossime settimane. Con un impegno: chiudere tutto entro gennaio 2011. Anche se gli “svizzeri” avrebbero manifestato l’intenzione di arrivare a un pre-accordo sull’intera partita già per la fine dell’anno.

Dall’incontro di Venezia anche altre conferme: il Piano industriale esiste fisicamente ed è già nelle mani delle parti interessate, così come è certa la costituzione di una Newco con capitale da 100milioni di euro per rilevare la Vinyls.

L’evoluzione della vertenza lascia i dubbi di sempre: la rilevanza degli investimenti necessari per riavviare gli impianti fermi da tempo e la preoccupazione che qualche sorpresa dell’ultimo momento possa fare saltare il castello costruito con pazienza. Un film già visto, purtroppo, e con un finale triste.

di Gianni Bazzoni
(5 dicembre 2010)
Leggi l’articolo sul La Nuova Sardegna!

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