Diario dal Rockbus – Vento di “malaffare”…

 

(10 dicembre 2010)

Miniera Campo Pisano – Presidio Lavoratori Rockwool
I lavoratori Rockwool, conosciuti per “un ponte per il lavoro”, dopo 14 mesi di presidio decidono di continuare la protesta dentro un autobus. Il 15 Ottobre 2010 nasce il “Rockbus” (guarda le foto) e questo è il loro “diario dal fronte”:

Ore 07.00 Oggi al Rockbus, è un’altra giornata d’attesa, Danilo, incomincia a passeggiare nel piazzale dell’IGEA, va avanti e indietro, Wiskey lo segue con la speranza che assecondi le sue volontà. Da li a breve arrivano anche gli altri colleghi, le discussioni si animano quando incominciamo a commentare i giornali di oggi.

Ore 09.00 Anche oggi, sembra una bellissima giornata. Pino e Fabrizio intanto ci salutano per andare ad un seminario sulla “bioedilizia”, già la bioedilizia! Ad organizzarlo è la Soc. S.Lorenzo che sembra sia ormai in dirittura d’arrivo per rilevare il nostro stabilimento, che sino a qualche mese fa produceva lana di roccia. Nello stesso stabilimento si dovrebbero creare prodotti per la “bioedilizia”, non si sa bene cosa siano questi prodotti, non si conosce un piano industriale, voci ben informate dicono che dovrebbe occupare un max di trenta lavoratori ex Rockwool (su un totale di 64). È chiaro che la maggior parte dei Dipendenti non vedono di buon occhio questa soluzione, se non altro perché, come detto, non si conosce nulla del nuovo piano industriale. È chiaro che, se qualcuno pensa di fare i “conti senza l’oste” non andrà molto lontano.

Ore 11.30 La mattina scivola via senza particolari “scossoni”: da Cagliari nessuna notizia in merito all’incontro presso l’assessorato Industria. L’agenda del neo assessore all’Industria Cherchi dev’essere strapiena d’ impegni, tutti più importanti. In passato c’era almeno la volontà di convocarci ogni tanto, la maggior parte delle volte per chiederci se c’erano novità. Non ci crederete cari lettori, ma in più di un occasione l’Assessore all’Industria ha chiesto a NOI se c’erano novità sulla vertenza!!!! Ci è rimasta impressa una frase del precedente assessore, che nel corso di una riunione con le organizzazioni sindacali ci disse (relativamente al nostro passaggio in IGEA): “ Ragazzi, mi hanno detto di non azzardarmi a farlo”. Non è che per noi fosse una novità, c’è una domanda che sino ad ora non ha avuto risposta: perché tutti quelli che sono fuoriusciti dalle miniere e tutti coloro che sono andati via volontariamente (prendendo a suo tempo incentivi sostanziosi), senza nel frattempo maturato i requisiti per la pensione, sono rientrati in IGEA? E noi che non abbiamo, tra le altre cose, ricevuto nessuna buonuscita oggi ci troviamo in queste condizioni?

Ore 13.00 È arrivata l’ora di pranzo, questo serve a far dimenticare per un attimo l’incazzo per tutte le ingiustizie che in questi mesi abbiamo dovuto sopportare. Arriva al Presidio anche Ignazio, rimane molto allibito per la calma che trova oggi sul RockBus.

Ore 14.00 Terminato il panino, riprende la discussione interrotta prima di pranzo. Si parlava di ingiustizie, chissà se prima o poi qualche esponente politico ci dirà il perchè possa esistere una discriminante nei nostri confronti. Tutti noi pensiamo che un buon avvocato non ci metta più di due mesi per farci rientrare a lavoro. Ma perchémettere un avvocato per una cosa che ci spetta di diritto? E perché il politicante, che invece di pensare al popolo pensa a risolvere i problemi interni alle “correnti” e alle beghe di partito, vivrà un natale sereno?

Ore 15.00 Si soleva un filo di vento al presidio. Il VENTO molte volte fa
brutti scherzi, fa girare le palle eoliche, ma è anche capace, se queste non sono solide, di buttarle giù. Il nostro augurio e la nostra richiesta a Babbo Natale sarà proprio questa: “Fai, caro Babbo Natale, che la Sardegna sia in seguito governata da persone che hanno a cuore, che amano la nostra Terra, il cui interesse primario sia quello del Popolo Sardo, e speriamo che non sia da intralcio all’azione di governo di questa terra l’interesse per la “cosa propria”. Caro Babbo Natale fai che il vento sia talmente forte da scoperchiare le lobby di potere che spesso, dentro i partiti e i governi trovano ossigeno per il loro “malaffare”. Caro Babbo Natale fai cambiare il “vento” e spazza via chi, col vento ha “a che fare”!

Ormai è passata un’altra giornata, una giornata di rabbia e delusione, ci prepariamo alla prossima azione, invitiamo i lettori a seguirci e a dar voce alla nostra vertenza condividendo ed informando. La battaglia del Popolo Sardo si può vincere solo se tutto il popolo si unirà in un’unica grande vertenza. Vi diamo appuntamento a domani, dal Rockbus per oggi è tutto.

Un Saluto ai lettori.

di Rockbus
(10 dicembre 2010)

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