EATON: fabbrica occupata e sciopero della fame

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Il blocco della via Aurelia dei lavoratori Eaton, a Massa Carrara

(21 dicembre 2010)

In questo lungo periodo di crisi del nostro paese, non ci si fa mancare nulla in senso negativo, ecco a voi un altro pezzo del nostro tessuto produttivo a rischio dismissione con 350 lavoratori in cassa integrazione da due anni e, dal 15 di questo mese, per scadenza della stessa, con il definitivo licenziamento e la futura mobilità.

Ma andiamo per ordine. La Eaton di Massa Carrara è un esempio di Meccanica di alto livello, con un alta professionalità dei suoi dipendenti, operante nel campo della componentistica per auto. Non era in perdita come la situazione potrebbe far pensare, assolutamente no: l’ultima busta paga ricevuta dai dipendenti conteneva infatti un premio di produzione derivante dalla alta redditività del sito. Si tratta, come purtroppo abbiamo visto ormai troppe volte, dell’ennesima chiusura di natura puramente finanziaria: la casa madre, Statunitense con sede a EATON nell’OHIO, nel 2008 ha deciso di chiudere, (ricordate Alcoa, Statunitense anch’essa, di cui ci occupammo mesi fa?).

La vertenza della EATON è purtroppo arrivata ad un punto critico, con due soluzioni possibili: un piano industriale di conversione delle produzioni su tre possibili settori o, se la chiusura delle trattative da parte dell’azienda continua, il licenziamento e chiusura definitiva del sito produttivo.

Lunedì scorso i dipendenti per protesta hanno manifestato nel centro di Massa Carrara, bloccando di fatto l’Aurelia, l’importante arteria che attraversa la città. Al blocco è seguita un’assemblea nella casa Comunale alla quale erano presenti il Presidente della Regione Enrico Rossi, il Sindaco Roberto Pucci, i Parlamentari Andrea Rigoni e Fabio Evangelisti e due Assessori Provinciali, Raffaele Parrini e Paolo Baldini, oltre ovviamente alle rappresentanze sindacali. Nella stessa la Fiom-CGIL nella persona di Alessio Castelli, ha ribadito la contrarietà all’accordo di Martedì 7 Dicembre che la stessa Fiom si è rifiutata di firmare perché, a fronte della concessione di soli 4 mesi CIG in deroga,  vincolava all’annullamento di fatto di alcuni impegni assunti dall’azienda nell’accordo del 2008 riguardanti la re-industrializzazione.

Martedì scorso alle 16.00 si è svolto un’incontro al MISE, nel quale il Sindaco di Massa, Pucci ,ha presentato una proposta di acquisto, da parte del Comune con la partecipazione della Regione Toscana, delle aree del sito industriale e chiesto il rinnovo della CIG per 12 mesi per favorire la re-industrializzazione. All’incontro non hanno partecipato i vertici dell’azienda che all’ultimo momento hanno motivato la loro assenza con l’impossibilità di fermare in tempo le procedure di licenziamento già in corso con così poco preavviso dichiarandosi comunque aperta al confronto sull’eventuale cessione delle aree ma, al contempo, criticando la scelta di non firmare l’accordo per 4 mesi di CIG e valutando negativamente i piani di re-industrializzazione. Per quanto riguarda l’ipotesi di acquisto, la proposta è stata deliberata nella riunione del Consiglio Comunale di Massa di Venerdì.

Nel frattempo i lavoratori alzano il livello della lotta con l’occupazione, dal 15 Dicembre, della fabbrica, e uno sciopero della fame degli stessi occupanti, mentre alcuni dipendenti presidiano in tenda l’ingresso dello stabilimento. Giovacchino Pitanti, uno dei dipendenti che occupa la fabbrica, intervistato al telefono ha dichiarato che tutti, Istituzioni, Sindacato e Governo stanno comunque al momento facendo la loro parte ma ha ribadito l’inaccettabilità dell’accordo proposto dall’azienda, come già dichiarato nell’assemblea di Lunedì, la cui mancata firma ha portato alla situazione attuale. Il Sindacato sta cercando di provvedere in tempi rapidi a istruire tutte le pratiche per la mobilità per i 304 dipendenti, da un giorno all’altro licenziati.

Straordinaria la gara di solidarietà di cittadini, sindacati, Amministrazioni del territorio e le visite da parte di vari esponenti politici. Michele Folloni, RSU Eaton, ha potuto parlare con il Sottosegretario al MISE Saglia (che abbiamo potuto conoscere nella vertenza Vinyls durante il lungo periodo di interim di Silvio Berlusconi) il quale ha invitato i lavoratori ad interrompere lo sciopero della fame; il Folloni in risposta ha dichiarato che avrebbero vincolato l’interruzione dello sciopero alla partecipazione dell’azienda all’incontro di Lunedì (ieri), cosa che è avvenuta.

Nell’incontro di ieri al MISE, il Sindaco ha presentato l’atto politico del Consiglio Comunale di proposta di acquisto, per un ammontare di circa 9 milioni di euro, delle aree con pagamento in 10 anni e moratoria di 5, in cambio di 12 mesi di CIG. La controproposta dell’azienda è stata quella di richiesta di un atto più vincolante da parte del Comune, con acquisto dal concretizzarsi entro i 4 mesi di CIG offerti più altri 8 di proroga condizionati all’acquisto stesso. Dopo l’interruzione dell’incontro di ieri alle 20,30, temporaneamente con un nulla di fatto, al momento sono in corso continui contatti telefonici fra i contraenti; il Comune dal canto suo, cerca di formalizzare con un atto concreto la proposta di acquisto avanzata.

Prossimamente su questo Blog  il seguito e la soluzione, speriamo positiva, di questa vertenza, una delle tante, troppe lotte per il diritto al lavoro del nostro paese.

Pietro Curis (21 Dicembre 2010)

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