Eutelia punto e a capo

Eutelia punto e a capo

 

Mai cantare vittoria troppo presto. Gli attenti osservatori delle vertenze italiane sparse per la penisola dovrebbero averci fatto il callo, anche un’apparente vittoria nasconde sempre il suo lato negativo, un inghippo che riporta repentinamente alla realtà i lavoratori che speravano in un ritorno alla normalità.

Ci eravamo cascati anche noi. Avevamo tutti tirato un sospiro di sollievo e festeggiato in seguito alla sentenza del Tribunale di Roma che dichiarava illegittima la cessione del ramo di Information Technology di Eutelia, la frode societaria nata per scaricare in un buco nero (Omega) quasi 2000 lavoratori. Sembrava che la vertenza si accingesse ad uscire da quel porto delle nebbie nel quale si era arenata, tutti chiedevano a gran voce il rientro al lavoro nell’azienda madre, l’auspicio era di vedere realizzato un ritorno di Agile in Eutelia.

Ma il destino è stato beffardo, sembra che i lavoratori Agile-Eutelia siano avvolti da una coltre di influenze negative, seguiti da un’immancabile nuvola di fantozziana memoria.

Galeotta fu la sentenza, che rispettiamo, ma non condividiamo: l’impianto di quest’ultima invece che sancire una definitiva vittoria dei lavoratori, va completamente nella direzione opposta, disponendo che: “Deve essere confermata la valutazione di antisindacalità della condotta posta in essere da Eutelia in occasione del trasferimento di ramo d’azienda della società Agile, ma non può essere accolta l’opposizione delle organizzazioni sindacali che chiedevano la nullità del trasferimento di azienda, con il conseguente rigetto sia dell’opposizione principale sia di quella incidentale”.

Insomma, i giudici romani confermano che Landi, Liori, Massa & friends si sono resi colpevoli di un abominio con pochi precedenti nella storia del lavoro in Italia, dichiarano l’illegittimità delle loro condotte (definite “anti-sindacali”), ma avvallano quel trasferimento aziendale che taglia le gambe e distrugge tutte le speranze di chi già prefigurava un prossimo rientro all’attività lavorativa.

L’ennesima bastonata per i lavoratori Agile-Eutelia che, dal loro blog, denunciano pressioni di ambienti politici e istituzionali che hanno condizionato la formulazione della sentenza, e gridano all’inciucio tra i commissari dell’azienda e il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. L’unica soluzione sarà ora quella di affidarsi ai sindacati che avranno il compito e il dovere di indire una serie di ricorsi contro il persistere della separazione delle due aziende. Un’importante dichiarazione che segue quest’ipotesi è stata rilasciata dal Segretario Generale della Fiom Maurizio Landini: “Agile ed Eutelia possono essere un problema se trattate come sono adesso separatamente, ma anche una grande sfida industriale se rimesse insieme. Ostinarsi a non voler considerare che oltre ad una questione di giustizia c’è anche la possibilità di superare la crisi attuale e creare una grande opportunità per i lavoratori e per il paese, è incomprensibile”.

Chissà che Paolo Romani si renda conto di essere un ministro della Repubblica e comportandosi di conseguenza si adoperi al reintegro dei lavoratori Agile-Eutelia nell’azienda madre. Altrimenti la profezia/anatema di Antonangelo Liori (“Se fallisce Eutelia, io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa…tutto uguale, e loro non hanno più un lavoro. Questa è la storia!”) non sarebbe più un’arrogante spavalderia, ma una triste ed inaccettabile realtà.

di Andrea Demontis
(13 gennaio 2011)

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6 Responses to “Eutelia punto e a capo”

  1. [...] sul nostro sito è possibile seguire le proteste di Rockwool, Fiat, Movimento Pastori Sardi, Vol2, Eutelia, Geas, Omsa e proteste del mondo dell’università. Tutte le proteste sono trattate stando in [...]

  2. [...] decapitata, insomma. Una situazione che sembrano condividere molte altre imprese italiane, come Eutelia, per [...]

  3. [...] Eutelia punto e a capo (13 gennaio 2011) [...]

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