Il giorno della FIOM

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manifestazione FIOM a Bologna, 27 gennaio

La piazza chiede lo sciopero generale. Nel giorno nel quale Marchionne dichiara che “Tutti i target 2010, già rivisti al rialzo, sono stati superati”,  sono state 18 le manifestazioni regionali e 4 quelle provinciali che hanno visto da Nord a Sud i cortei attraversare le città per lo sciopero dei metalmeccanici indetto dalla Fiom.

La Fiom ha reso noti i numeri della protesta: a Torino, alla Powertrain, ex Meccaniche, l’unico reparto produttivo in funzione a Mirafiori, ha aderito allo sciopero l’80% dei lavoratori. Alla Iveco (Fiat Industrial), l’adesione è al 70%.

Allo stabilimento Fiat auto di Cassino, ha aderito allo sciopero il 65% dei dipendenti e nello stabilimento di Melfi ha partecipato almeno il 50% dei lavoratori che ha poi dato vita ad un presidio davanti alla fabbrica.

In Piemonte sono state registrate percentuali di sciopero del 65% alla Marcegaglia di Alessandria e del 95% alla Marcegaglia di Asti.  A Terni le adesioni allo sciopero hanno toccato l’80% .

Il dato veramente importante che emerge da questa giornata di sciopero è però la composizione dei cortei:  metalmeccanici, studenti e lavoratori di molti settori si sono riuniti oggi sotto la sigla della Fiom per protestare contro la deriva del sistema dei diritti nel nostro Paese e per ribadire un secco rifiuto dei metodi e delle condizioni contrattuali imposte dalla Fiat.

L’elemento che accomuna studenti e lavoratori è quello dell’essere vittime dello stesso sistema di ragionamento, sordo alle proposte e all’ascolto, in virtù di un cambiamento dei tempi che escluderebbe i diritti e, ancor prima, il dialogo.

Oggi sono scesi in piazza gli studenti accanto ai metalmeccanici per riaffermare la loro richiesta di confronto sullo studio, sul lavoro e sui diritti che si stanno perdendo e che, una volta adottato questo modello, sarà difficile riconquistare. “Il futuro dell’Italia siamo noi”, hanno ribadito gli studenti.

Dalle piazze di oggi è emersa la voglia di partecipare di coloro i quali hanno scelto di utilizzare l’unico strumento rimasto per far sentire il loro dissenso. All’invito di Don Gallo ad “alzare la testa” in tanti si sono commossi in una Piazza Duomo, a Milano, colma di striscioni, segno dello stato di esasperazione dei lavoratori e della voglia di stare uniti e continuare a lottare “con dignità”, come recita da sotto il palco lo striscione della Fiom.

Davanti ad una piazza di 30.000 persone che ha chiesto lo sciopero generale, il segretario Maurizio Landini ieri a Bologna ha voluto lanciare un messaggio ai sindacati che hanno firmato l’accordo lo scorso 15 gennaio: “A Fim e Uilm, che hanno firmato gli accordi Fiat, diciamo fermatevi, perché quelle intese separate non puntano solo a tenere fuori dalle fabbriche la Fiom e la Cgil, ma cancellano la possibilità delle lavoratrici e dei lavoratori di scegliere i loro rappresentanti” e ha concluso “In questo modo vengono meno alla loro natura di sindacati confederali, diventando sindacati corporativi.”

L’Amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne ha chiuso stamattina il suo incontro con gli azionisti sostenendo di aver  “dimostrato una certa coerenza”.

I cortei di oggi dimostrano che non può esserci coerenza senza confronto, alla luce del 64% di coloro che dichiarano di aver accettato l’accordo dello scorso 15 gennaio per paura di perdere il posto di lavoro.

Le migliaia di lavoratori e studenti che oggi si sono dati appuntamento nelle piazze di tutta Italia hanno dimostrato di voler continuare a lottare per i diritti a testa alta e, loro si, con coerenza.

di Serena Gennaro
(28 gennaio 2011)


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