Samuele Landi (ex amministratore delegato Eutelia)
Lunedì 31 gennaio inizia a Roma il processo penale contro Landi & Company per bancarotta fraudolenta nella cessione del ramo IT di Eutelia ad Agile-Omega. Più di 800 lavoratori si costituiscono parte civile per ottenere giustizia.
Ma come si è giunti a questo processo? Forse dopo le denunce dei lavoratori al ministero dello sviluppo economico, lo Scajola prima o il Romani poi, hanno avviato delle indagini? Forse dopo gli allerta e le richieste di intervento dei lavoratori alla presidenza del consiglio dei ministri, il Letta si è mosso? Forse dopo due giudizi del tribunale del lavoro di “antisindacalità” della cessione, sono state ordinate delle indagini? Nooo… È toccato alla FIOM promuovere una causa contro i responsabili della rovina di Agile e della distruzione di 2000 posti di lavoro. Sì, è toccato ad un sindacato, che al massimo varca i tribunali del lavoro, intentare una causa penale. Non è un’azione comune, forse la prima di queste dimensioni per un sindacato, ma ad un certo punto è stato chiaro alla FIOM che non vi era altra via per rendere giustizia ai lavoratori Agile e per far pagare le loro colpe ai mandanti ed esecutori di questo omicidio lavorativo.
È grazie alla FIOM quindi, e al pool di avvocati dello studio Senese di Napoli che hanno offerto il patrocinio gratuito ai lavoratori, che all’inizio di luglio 2010 il Gip di Roma emette l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per otto manager della filiera Eutelia-Agile-Omega: Pio Piccini, Marco Fenu, Leonardo Pizzichi, Salvatore Riccardo Cammalleri, Claudio Marcello Massa (passato poi agli arresti domiciliari, come altri, ma tornato in carcere per il fallimento di Raf-Phonemedia), Antonangelo Liori, Isacco Landi e Samuele Landi. Quest’ultimo, molti lo ricorderanno per l’irruzione nella sede di Roma con suoi uomini spacciati per poliziotti,. L’uomo con il coltello fra i denti, non è stato raggiunto dal provvedimento perché è latitante, a Dubai sembra.
Nell’ordinanza della Procura di Roma si legge che i manager “concorrevano a cagionare il dissesto della società con una pluralità di azioni dolose, tra loro coordinate e orientate alla spoliazione di Agile”. Il Gip evidenzia anche la “spregiudicatezza ed arroganza nell’agire a fini di arricchimento personale”.
Per mesi i finanzieri del gruppo speciale di Polizia valutaria hanno ricostruito quello che è stato definito un vero e proprio “sistema di frode”. Dalle indagini degli inquirenti risulta che gli otto indagati avrebbero volatilizzato circa 17,2 milioni di euro. Reati aggravati per essere stati commessi in numero di persone superiore a cinque (associazione a delinquere?), per essere stati commessi più fatti di bancarotta e per aver cagionato ad Agile un danno di grave entità.
A luglio la reazione dei lavoratori di Agile alla notizia degli arresti fu di gioia e rabbia allo stesso tempo. Gioia perché il piano criminale del quale loro sono le prime vittime veniva finalmente portato allo scoperto e tutti i responsabili identificati. Rabbia, perché loro quelle cose le denunciavano da più di un anno, come raccontato nel film denuncia “Licenziato 1192″, prodotto dai lavoratori Agile di Ivrea, nel quale viene fuori esattamente quello schema criminale ricostruito dalla magistratura.
Ma ora finalmente inizia il processo, le prove raccolte sono schiaccianti, le lavoratrici ed i lavoratori Agile a centinaia e centinaia si costituiscono parte civile per chiedere un risarcimento che sperano faccia notizia. Risarcimento professionale, materiale ed ultimo ma non ultimo MORALE!
Lunedì 31 gennaio i lavoratori Agile saranno in presidio davanti alla Procura di Roma in Piazzale Clodio, dove avrà inizio il processo ai primi imputati: Samuele Landi e Isacco Landi. Nelle prossime ore vi racconteremo dalle pagine di questo blog il diario della giornata.
di Cadigia Perini
(31 gennaio 2011)
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