Il 13 febbraio – in occasione della mobilitazione nazionale delle donne “Se non ora quando?” – abbiamo inaugurato la sezione “lavoro femminile“, per parlare dei problemi delle donne italiane ad inserirsi nel mondo del lavoro, a rimanerci, a costruirsi una carriera, a non essere discriminate perché madri. Ecco la testimonianza di Cadigia, nostra corrispondente dai presidi dei lavoratori Agile-Eutelia, di cui seguiamo la protesta…leggi qui la prima parte: “Azienda: nome comune femminile“.
E nelle aziende in crisi, in tempi di crisi, come si sviluppa questa situazione? E’ semplice: peggiora enormemente. Nei momenti di crisi economica, si tagliano le risorse alle amministrazioni locali, che a loro volta tagliano i servizi a supporto delle famiglie (asili, doposcuola, …) e chi se non le donne sopperiscono a questi tagli?
Chi fra uomo e donna rinuncia a lavorare per curare la famiglia? La donna naturalmente, anche perché il suo stipendio è quasi sempre inferiore a quello dell’uomo (e qui si dovrebbe aprire un’altra riflessione sulle retribuzioni delle donne).
Quando un’azienda è in crisi normalmente chi viene lasciato a casa per primo? Se in un’azienda in crisi lavora una coppia, chi viene messo per primo in cassa integrazione? La donna naturalmente. L’uomo in cassa integrazione si deprime, la donna in cassa integrazione invece non ne ha il tempo, perché lavora il doppio, in quanto si appoggeranno a lei tutti gli anelli deboli della catena familiare.
Naturalmente tutte queste considerazioni riguardano la maggioranza dei casi e non la totalità (per fortuna!) dei comportamenti. Vi sono difatti uomini che stanno volentieri a casa ad accudire figli, cani e giardino (meno disponibili sul lava-stira-pulisci) ed alcuni amano anche cucinare (ma se non gli va nessuno li obbligherà a farlo né loro si sentiranno in dovere di farlo) e vi sono donne che si oppongono a questo meccanismo, per cui non danno per scontato che devono essere sempre loro ad uscire presto dall’ufficio per andare a prendere il pupo, oppure che non devono essere sempre loro a portare Matti a nuoto, Manu a pallavolo, e nell’ora di allenamento dei figli fare la spesa, passare in lavanderia ed anche a salutare la suocera.
Ma se è importante evidenziare anche questi comportamenti “sani”, penso ci si debba soffermare e si debba riflettere di più su quelli che sono i comportamenti maggioritari che vedono purtroppo la donna sempre lì a rincorrere il tempo, a dimostrare, ammirare, consolare … e, meno poeticamente, a lavare, stirare, sfamare,… Donna, tutto questo non è ineluttabile, non è scritto nel DNA!
di Cadigia Perini, ex lavoratrice Agile-Eutelia
(17 febbraio 2011)
Articoli correlati:
- » Alessandro Benetton risponde al nostro appello
- » Il gruppo Benetton raddoppia i licenziamenti di Autogrill
- » Autogrill licenzia 43 lavoratrici a Roma
- » Donne in presidio da 414 giorni, a Latina
- » Nerino Grassi non ce la conta giusta
Tags: 13 febbraio, cadigia perini, donne, isoladeicassintegrati.com, L'isola dei cassintegrati, lavoro femminile, occupazione, responsabilità, se non ora quando















[...] This post was mentioned on Twitter by News dall'isola, News dall'isola. News dall'isola said: Crisi: nome comune femminile http://bit.ly/ee0TwS [...]