Diario dal Rockbus: Le famiglie sono i primi parafulmini

 

(14 febbraio 2011)

Miniera Campo Pisano – Presidio Lavoratori Rockwool

Il rockbus occupato

I lavoratori Rockwool, conosciuti per “un ponte per il lavoro”, dopo 14 mesi di presidio decidono di continuare la protesta dentro un autobus. Il 15 Ottobre 2010 nasce il “Rockbus” (guarda le foto) e questo è il loro “diario dal fronte”:

Ore 07:00 É mattino presto quando arriviamo al pullman, è ancora buio, la giornata è fredda ma il tempo sembra tendere al meglio, accendiamo subito le stufe e la TV giusto per vedere le ultime notizie, ma di “buone” neanche a pagarle.

Ore 09.30 Arriva Gianni, con lui cerchiamo di capire cosa stia succedendo per la nostra cassa integrazione pare ci saranno problemi per il pagamento di febbraio. Nessuno ci sa dire quale sia il problema, non si capisce dove sia l’inghippo. dopo un po arriva Pino molto preoccupato per questa storia, proviamo a chiamare in segreteria, Francesco Carta della CGIL Prov.le per avere idea di come affrontare il problema , per adesso non ci sono novità neanche da parte sua. Allora Pino decide di recarsi direttamente in segreteria per vedere come affrontare il problema a livello Sindacale.

Ore 11.00 Come sempre abbiamo la gradita visita di Nunzio, anche lui è preoccupatissimo, chi è monoreddito ha il panico, come affrontare un mese senza quel poco di cassa integrazione?

Ore 12.00 Finalmente ci distraiamo un po’, vengono a trovarci Eleonora e Pino, con loro la discussione prende altre vie, meno personali ma di attualità per il futuro di Iglesias e del suo territorio, l’arte come strumento di sviluppo del territorio è sicuramente una scommessa per tutti ma sinceramente abbiamo difficoltà a vedere i frutti nell’immediato, ma forse questo è il nostro limite.

Ore 13.00 É ora di pranzo , oggi niente arrosto , ci siamo incasinati con le discussioni e non abbiamo pensato al fuoco pertanto solo due panini imbottiti . Il pranzo scorre abbastanza veloce, riusciamo ad essere sereni solo per poco tempo i nostri sguardi la dicono lunga sul malessere che stiamo passando in questo periodo. La serenità di un tempo è oramai perduta e le famiglie sono i primi parafulmini di questo stato di malessere diffuso, parlando con i colleghi, emerge questo disagio profondo, solo se ci sei dentro capisci, non ti meravigli quando si commettono gesti estremi, è una conseguenza quasi logica.

Ore 15.00 Nel pomeriggio c’è spazio per la solita partita a carte, quando finisce è ora di tornare dalle famiglie con la speranza di riuscire ad essere sereni almeno con i nostri cari

Un saluto a tutti voi, Lettori del nostro Diario di Bordo.

(14 febbraio 2011)

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