Il grande progetto di chimica verde della Novamont, presentato martedì al MiSE alla presenza di sindacati e Istituzioni, e ieri mattina al convegno sul futuro della chimica all’Università di Sassari, sembra che brilli di luce propria ma,nonostante l’entusiasmo della CISL, organizzatrice del convegno insieme all’UNISS, a noi suona tanto come la campana da morto per il Petrolchimico di Porto Torres. (Leggi anche l’articolo de La Nuova Sardegna)
Massimiliano Muretti della FICTEM e Giovanni Tavera della UIL chimici parlano di convegno prematuro per la presentazione di un progetto interessante, che rappresenta una buona opportunità e prospettiva ma necessita di una attenta valutazione prima di cantare vittoria. Nel Convegno il numero due di Eni, Pierluigi Renzi, ha detto chiaro e tondo che a giugno il Cracking e il Politene di Porto Torres si fermeranno e quindi, si presume che anche per i “cugini” di Polimeri si profili lo spettro della cassa integrazione, almeno fino a che il fantomatico progetto di Polo Verde non prenderà corpo. (continua…)



Ore 8.30 Siamo partiti da Terni martedì 8 marzo alle davanti ai cancelli del polo chimico ternano. Una quarantina di lavoratori delle varie aziende in particolar modo della Basell e della Meraklon si sono messi in cammino verso Roma con l’obiettivo di essere ricevuti dal Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, affinchè si impegni in prima persona per convincere la Basell a trattare per la cessione degli impianti alla Novamont.
Il nostro blog ospiterà, a partire dalla prossima settimana, le testimonianze dirette di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai di Melfi che da mesi portano avanti una dura battaglia per il lavoro e i diritti, i tre famosi operai di Melfi che qualche mese fa vennero licenziati per avere scioperato. Tutti parlano di
Un altra giornata in ‘trincea’ per le lavoratrici Omsa. Il momento in cui gridare ancora una volta la loro rabbia e frustrazione é la Festa della Donna, 8 marzo 2011. Pare una singolare coincidenza che quest’anno non solo per loro, ma per tutte le donne d’Italia, questo giorno abbia significato più di un’occasione per far sentire la loro voce, in un momento politico così delicato in tutto il paese. E l’Omsa ne é in qualche modo, suo malgrado, un esempio.