Le testimonianze degli operai FIAT di Melfi sul nostro blog

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Il nostro blog ospiterà, a partire dalla prossima settimana, le testimonianze dirette di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai di Melfi che da mesi portano avanti una dura battaglia per il lavoro e i diritti, i tre famosi operai di Melfi che qualche mese fa vennero licenziati per avere scioperato. Tutti parlano di FIAT, politici, manager e giornalisti, ma nessuno ascolta gli operai…lo faremo noi. E con tre operai d’eccezione come i tre di Melfi.

Era il luglio dell’anno scorso quando i tre operai dello stabilimento Fiat di Melfi vennero accusati di aver interrotto le produzioni durante uno sciopero e furono sospesi perché il blocco del carrello robotizzato, secondo l’azienda, impediva ad altri operai, che non partecipavano allo sciopero e al corteo interno, di lavorare.

In seguito ad una sospensione i tre operai, tra cui due delegati Fiom, vennero licenziati.

Il 10 agosto il giudice del lavoro reintegra i tre lavoratori e dispone la ripresa dell’attività lavorativa. Secondo il magistrato, la FIAT assunse un atteggiamento “antisindacale” nei confronti dei lavoratori e ha il dovere di reintegrarli in azienda. La sentenza di reintegro ha dimostrato che la legge è uguale per tutti e pertanto anche la Fiat è tenuta a rispettarla.

Il 21 agosto la FIAT comunica ai tre operai di non presentarsi al lavoro sostenendo di non volersi avvalere delle loro prestazioni lavorative. La società sostenne comunque di voler rispettare gli obblighi contrattuali con i tre fino al 6 ottobre, data di inizio della discussione del ricorso presentato dalla stessa FIAT.

In seguito alla sentenza gli operai si presentarono allo stabilimento di Melfi accompagnati da un ufficiale giudiziario, incaricato di notificare il reintegro ma la FIAT gli impedì di accedere alla catena di montaggio.

La Fiat comunicò agli operai di poter continuare a svolgere la loro attività sindacale nello stabilimento fino alla discussione del ricorso.

Si svolgerà il 15 marzo prossimo, presso il Tribunale di Melfi (Potenza), la quarta udienza per il ricorso presentato dalla Fiat contro il provvedimento di reintegro.

Quella che era sembrata una ritorsione contro i lavoratori, letta alla luce delle recenti imposizioni della Fiat, sembra dunque fare parte di una strategia coerente messa in atto da Marchionne per evitare in ogni modo il dissenso e per togliere ai lavoratori il loro unico mezzo di protesta.

Davanti alla legge la Fiat ha scelto di utilizzare mezzi subdoli e infidi per aggirare la sentenza e creare disagio tra i lavoratori. Abusi e demansionamento sono state le risposte della Fiat alla legge.

Questa storia di diritti negati è ora un documentario, “107 secondi. Operai del sud”,  girato dal regista Bruno Federico e prodotto dalla casa di produzione indipendente Suttvuess in collaborazione con gli operai tedeschi di Stiftung Menschenwurde und Arbeitswelt.

La vicenda di questi lavoratori è una storia di lotta non solo per il lavoro, ma per quella dignità delle persone sul posto di lavoro che deve essere in ogni modo salvaguardata e il nostro blog sarà orgoglioso di ospitare le loro testimonianze.

di Serena Gennaro
(10 marzo 2011)

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