Diario dalla marcia Basell. Terni/Roma, giorno 2

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Ecco il secondo diario dai tre giorni di marcia degli operai Basell di Terni, che l’8 Marzo sono partiti a piedi da Terni verso Roma, camper al seguito, e sono oggi arrivati alla capitale dove sono stati  ricevuti dal ministro Paolo Romani, in sit in davanti al ministero dello sviluppo fino all’incontro. Leggi il diario del primo giorno, nelle prossime ore il diario del terzo ed ultimo giorno e del sit in, con l’esito dell’incontro al ministero…e tutte le foto della marcia.

Ore 6.30 La mattina del secondo giorno è iniziata presto, abbiamo fatto colazione a bordo dei camper e ci siamo messi in marcia per raggiungere Rignano Flaminio dove ci siamo fermati per il pranzo.

Ore 9.00 Quindi siamo ripartiti e dopo aver percorso circa 25 km a piedi siamo arrivati a Castel Giubileo, dove dopo aver cenato abbiamo trascorso la seconda notte in camper.

Nelle soste in camper e nelle piazze dei paesi umbri e del lazio che ci hanno accolto così calorosamente in questi giorni di marcia abbiamo tempo di riepilogare alla gente, e a noi stessi, le tappe della triste vicenda della Basell. Facciamo un pò d’ordine:

“La Lyondell Basell multinazionale olandese-americana, terza produttrice al mondo di polipropilene dopo una gravissima crisi finanziaria che all’inizio del 2009 la porta praticamente al fallimento decide di tagliare la forza lavoro di circa 3000 unità e di chiudere una dozzina di impianti. Tra questi purtroppo c’è anche quello di Terni

che produce circa 240.000 tonnellate all’anno, e che nel corso del 2009 realizzava un utile di circa 9 milioni di euro.

Va detto che l’impianto di Terni è uno dei migliori in assoluto per quanto riguarda la produttività, redditività ed anche sotto il profilo della sicurezza; dieci anni senza infortuni. Ma tutto questo non conta, la multinazionale ha deciso di tagliare 250.000 tonnellate di capacità produttiva, allo scopo di ridurre l’offerta in modo da aumentare la domanda e quindi i prezzi, così da poter aumentare gli utili; quindi una chiara operazione speculativa fatta sulla pelle di 120 lavoratori e delle loro famiglie.

La decisione della Basell ha messo a serio rischio la loro sopravvivenza e dell’intero sito. Riteniamo che il progetto presentato da Novamont, potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per l’intero polo chimico perché ci permetterebbe di passare entro un ragionevole lasso di tempo dalla chimica tradizionale a quella verde, salvando non solo i posti di lavoro, ma offrendo un futuro sicuro per l’intero polo chimico ternano. Tutti i lavoratori dell’intero sito sono impegnati in questa dura lotta, insieme ai sindacati, alle istituzioni locali ed a tutta la cittadinanza. Speriamo che anche il Governo possa fare la parte che gli compete, evitando di perdere un ulteriore pezzo di una storia gloriosa che ci ha visti protagonisti in passato”.

Nonostante ci sia un progetto e lo stesso Ministro dello sviluppo economico Romani abbia dichiarato la strategicità del progetto, ad oggi la discussione è ferma ad un difficile accordo tra due soggetti privati, con un atteggiamento della multinazionale americana-olandese deciso a non cedere. Dopo 12 mesi, tantissime ore di sciopero, blocchi ad oltranza delle merci in uscita, riunioni e sit-in al Ministero, abbiamo deciso di utilizzare uno strumento più eclatante per giungere all’ennesima denuncia di uno scempio che rischia di abbattere una intera comunità e la chimica nazionale; manifesteremo insieme ai nostri colleghi il giorno 10 marzo, in occasione dello sciopero generale della chimica ternana, sotto il Ministero dello sviluppo economico a Roma, per essere ricevuti dal Ministro Romani e capire cosa lo stesso intende fare per arrivare quanto prima alla soluzione del problema. Speriamo che il ministro ci riceva.

di Luca Levantesi (operaio Basell Terni)
(9 marzo 2011)

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