
Il min. Romani tenta di tornare indietro nel tempo per salvare la Vinyls
Ennesimo rinvio per la Vinyls. Settimana di speranza per la Vinyls. Sono frasi, queste, che gli operai chimici hanno sentito decine e decine di volte dall’inizio della vertenza, tanto da portarci a pensare che sia il rinvio n° 390 della risoluzione della vertenza, dato che da 390 giorni ormai gli operai sardi occupano il carcere abbandonato dell’Asinara Da 14 mesi sulla torre aragonese di Porto Torres, da oltre un anno nel carcere abbandonato dell’isola Asinara, da 40 giorni ormai sulla torcia di Marghera e sul silo dell’impianto di Ravenna (protesta nota come Torri Gemelle Vinyls).
Ieri lunedi 21 Marzo neanche l’inizio della primavera è servito a far cambiare stagione al ministero dello sviluppo economico, mentre la settimana scorsa i commissari straordinari avevano imposto ieri come termine ultimo per il versamento degli stipendi di febbraio, come clausola per un ulteriore proroga per la capitalizzazione della nuova Vinyls… ecco, l’ennesimo rinvio.
Ma fino a quando? E soprattutto: perché e a vantaggio di chi? Sarà che ci sono di mezzo svizzeri e tedeschi, forse anche russi. Fatto sta che le traduzioni in italiano cominciano a creare qualche problema. Se tutti erano certi che la scadenza fosse lunedì, vuol dire che – anche al ministero dello Sviluppo economico – era stata data questa comunicazione. Tra l’altro scritta nella lettera che i rappresentanti del fondo Gita avrebbero consegnato ai tre commissari straordinari.
Lì c’era anche la proposta di fare slittare la ricapitalizzazione della Vinyls Group (100milioni di euro) al 28 marzo. Ma il secondo passo era condizionato al rispetto del primo. Ora, considerato che in oltre un anno di annunci e rinvii, di bandi e intese finiti nel cestino, se ne sono viste di tutti i colori, meglio non farsi impressionare da un «disguido» di 48 ore. (continua…)