Ritorno al Fatto Quotidiano!

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Dal FQ del 30 marzo

Ieri mercoledì 30 marzo L’isola dei cassintegrati è ritornata con la rubrica su Il Fatto Quotidiano! Chiediamo scusa a tutti per non avervi avvisato, non lo avevamo capito!

Continueremo, grazie a Federico Mello, ad avere un nostro spazio settimanale nella pagina MONDOWEB (accanto Grillo e Dagospia), per poter dare un pò più di pubblicità alle vertenze da noi seguite, e presto potremo dirvi un giorno fisso settimanale. Ad ogni modo se ci seguirete sulla pagina facebook avrete l’avviso almeno il giorno prima.

Dopo quasi un anno (leggi i vecchi articoli) si ritorna al giornale d’inchiesta, e questo fine marzo è stato davvero di fuoco: solo una settimana fa l’Espresso riportava un nostro scoop sul caso del licenziamento dei tre operai Fiat di melfi. E presto… un nostro account anche su Tiscalinews!

Lo so, lo so che dovremo essere professionali e non stare qui a vantarci. Epperò… qualche piccola soddisfazione lasciatecela prendere! Per scusarci del mancato avviso della rubrica qui di seguito il testo di ieri. Sperando che il Fatto non ci denunci per copyright.

TRE TORRI GEMELLE VINYLS

La Vinyls è una polveriera pronta ad esplodere, a Ravenna come a P.to Torres e P.to Marghera. I compratori svizzeri GITA non hanno rispettato le scadenze per i pagamenti e il ministro Paul Romani ha convocato l’ennesimo incontro al MISE tra commissari straordinari e GITA, anche se la data non è certa. Dal ministero rassicurano (in maniera sempre meno convinta), mentre gli operai organizzano proteste sempre più eclatanti e rischiose: da 45 giorni gli operai a Ravenna e Marghera dormono sulle torri degli impianti alte 150 mt dal suolo, ed è una cosa estremamente pericolosa. Dal 24 marzo i colleghi sardi li hanno raggiunti sulla torcia. Non basta: lo scorso 22 marzo gli operai veneti hanno praticamente assediato, presentandosi in mutande, lo studio del commissario Vinyls Pizzigati, obbligandolo a venire fuori. La chimica è una polveriera, il governo rimanda da un anno e gli operai temono lo sgambetto dell’ENI. Ma c’è un’altra cosa che nei giorni successivi al disastro nucleare giapponese fa davvero riflettere: negli impianti chimici i presidi di sicurezza devono essere mantenuti costantemente dagli operai che ormai non ricevono stipendio da 2 mesi, e con la cassa integrazione che scade a giugno. Ma ogni onere, a questo riguardo, è a carico degli operai. Dal ministero nessuna proposta.

di Michele Azzu

(31 marzo 2011)

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