Continua la rubrica in collaborazione con i tre operai FIAT di Melfi, simbolo delle lotte dei lavoratori uin Italia. I tre, che vennero licenziati e poi riassunti senza poter lavorare a causa degli scioperi, ma durante una intervista ci svelano elementi inediti che fanno pensare che il loro sia stato un licenziamento politico (Leggi la prima intervista). Pubblichiamo la seconda intervista a Giovanni Barozzino, che ci racconta delle provocazioni che erano in corso contro di loro quella notte allo stabilimento.
Nella precedente intervista ci hai parlato delle provocazioni che erano in corso nei vostri confronti la sera della sciopero. Puoi spiegarci meglio cosa è accaduto?
“Io sono arrivato sul posto perché Antonio Lamorte mi chiamò dicendo che erano in corso delle provocazioni. Non si capisce perché sono andati proprio da lui e da Marco Pignatelli perché erano quelli che svolgevano attività sindacale da meno tempo. Antonio in particolare era al primo mandato mentre quella sera c’erano delegati con anche cinque mandati sindacali e esperienza decennale”.
Chi è andato a parlare con Marco?
“Quando sono arrivato un preposto aziendale stava urlando contro Marco Pignatelli. Gli diceva “Come ti chiami tu? Chi sei? Cosa fai qui?”. Gli gridava contro”
Dopo sei arrivato tu?
“Io ero a molti metri di distanza e intervenni perché lo sentii gridare contro Marco. Quando arrivai gli chiesi perché urlasse in quel modo contro il lavoratore. Lui mi ha risposto solo “Sei contestato anche tu”. Non mi ha detto altro e non mi ha fatto nemmeno parlare”.
Voi lo conoscevate?
“No lui prima lavorava in un altro stabilimento. È arrivato sei mesi prima da Cassino. È stato mandato a lavorare sulla mia linea da aprile, prima non lo conoscevamo. Successe un fatto strano che solo molto tempo dopo ho potuto collegare a tutto il resto. Io ricevetti un messaggio (guarda la foto) con scritto di stare attento a questa persona, che è la stessa che poi avrebbe emesso il licenziamento”.
Cosa diceva il messaggio?
“ Diceva di non restare mai solo con lui perché era pericoloso. Ho ricevuto questo messaggio il 26 maggio. Se consideri che tra il 26 maggio e il 7 luglio noi abbiamo avuto due settimane di cassaintegrazione, vuol dire che il messaggio mi arrivato 20 giorni prima del licenziamento. Non avrei mai immaginato”.
Chi ti mandò quel messaggio di avvertimento?
“Per ora non posso dire chi me lo ha mandato, perché il processo è in fase istruttoria. Posso solo dire che il testo del messaggio è stato consegnato alla Procura come prova”.
Secondo voi da chi è stata mandata questa persona?
“Non so chi lo ha mandato, credo solo che sia stata una azione prettamente politica per alzare la tensione nello stabilimento. Per esempio non si capisce perché hanno scelto proprio Marco e Antonio che erano quelli meno esperti rispetto agli Rsu di altre organizzazione sindacali che erano presenti quella sera ed erano peraltro molto più conosciuti dall’azienda. Erano a pochi centimetri da Antonio e Marco ma si scelto di prendere di mira proprio loro. Quello che è certo è che tutte queste cose non possono essere casuali, se si volesse scavare verrebbero fuori tante cose”.
Credi che le cose non stiano venendo fuori per come sono accadute?
“Quello che è accaduto davvero non sta emergendo, io chiedo solo che si faccia una inchiesta su quello che è successo. Vorrei solo che venisse fuori la verità e non capisco perché i media hanno paura di dirla, basterebbe collegare i fatti per capire cosa c’è dietro…”
Continua nelle prossime ore…
di Serena Gennaro
(5 aprile 2011)
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[...] Fiat vuole dimostrare che alle 2.20 gli operai erano davanti ai carrelli ma dalle prove si capisce chiaramente che i tre non si trovavano sul posto. Dai tabulati telefonici risulta [...]
……..prob si annoiavano,ma resta il fatto che l’atteggiamneto dei tre operai nn può più essere accettato
si sente parlare degli scontrini di cortina,delle false ricette dei medici ecc…..ma è ora che anche gli operai che se ne aprofittano ,comincino a lavorare ,hanno un contratto da rispettare….e basta ………tutti abbiamo diritti,ma anhe doveri da rispettare
e perchè continuare a difendere arrampicandosi sugli specchi tre persone che hanno sbagliato…………..chi sbaglia deve rpendersi le sue responsabilità e pagare……………il sindacato è giusto che esista,giusto che difenda chi davvero ne ha bsogno,nn chi nn ha voglia di lavorare e vuole solo creare casini…..finalmente tira aria nuova……….speriamo si trasformi un unuragano e spazzi via….tutti i miserabili che fino ad oggi hanno vissuto come parassiti …………..
IL SIG MATTEO QUI SOPRA FORSE NON HA LETTO BENE L’ ARTICOLO, IL QUALE NON DICE CHE I TRE OPERAI NON ERANO AL PRIPRIO POSTO PERCHE’ ERANO A FARSI I CAZZI PROPRI…..IL QUALUNQUISMO CON CUI HA COMMENTATO IL SIG MATTEO E’ DISARMANTE…
COMUNQUE PER LA CRONACA VISTO CHE SI PARLA DI ARIA NUOVA ,SI SAPPIA CHE LA VORAGINE CREATA IN QUESTO SCHIFO DI PAESE NON L ‘HA PRODOTTA L ‘OPERAIO A STIPENDIO FISSO CHE DEVE PENSARE ALLA FAMIGLIA A CARICO CHE STA A CASA MA ALTRESI PERSONAGGI VILI CHE CHIAMANO “LIBERTA’ (non quella di farsi glia affari propri) SCHIAVITU’- LA GUERRA PACE , E L’IGNORAZA FORZA (PER CITARE UNO SCRITTORE).
MA POI CHE CAZZO CENTRANO GLI SCONTRINI ….”è ORA CHE ANCHE GLI OPERAIIIII” …….COME SE FOSSERO I PRIMI EVASORI IN ITALIA…BLEH…
@MATTEO il tuo commento fa proprio ridere. Quante sciocchezze tutte in una frase. Complimenti!!!