Romani, il ministro senza faccia

 

Romani dixit: "Mi ci gioco la faccia!"

Ricordate il detto: “puntuale come un orologio svizzero”? Alla luce dei continui ritardi nella capitalizzazione della newco Vinyls da parte del fondo Gita, pare che sia venuto il momento di sfattare il mito della puntualità svizzera e convincere, una volta per tutte, Paolo Romani che la parola ultimatum ha un significato ben preciso.

È da troppo tempo, infatti, che il Ministero dello Sviluppo Economico lancia ultimatum a vanvera. Un’atteggiamento quanto meno spregiudicato da parte di chi mesi fa disse: “Mi ci gioco la faccia!”, garantendo che gli impianti sarebbero tornati presto in funzione.

Da allora i rinvii sono il pane quotidiano dei cassintegrati, che da due mesi non ricevono più lo stipendio e vivono in uno stato di continua attesa. Attesa, speranza e sconforto che farebbero impazzire chiunque.

Ma ricapitoliamo le tappe che hanno portato il ministro Romani a perdere la faccia:

6 dicembre 2010
Il ministro, in visita all’Asinara e a Porto Torres, annuncia che “Eni e Gita firmeranno l’accordo entro metà gennaio. Il fondo svizzero è affidabile, ho verificato, non voglio mica fare la figura del pirla!”

23 dicembre 2010
Eni e Gita confermano l’intesa. Romani dice: “Entro la fine di gennaio sarà firmato l’accordo preliminare. Il 15 febbraio Gita presenterà l’offerta definitiva. Il closing è previsto a metà marzo”.

11 febbraio 2011
La prima data annunciata è saltata: Eni e Gita non hanno firmato il contratto preliminare. Tre operai della Vinyls sono saliti sulla torre del pvc a 60 metri d’altezza. Ci restano 25 ore e scendono dopo la telefonata del ministro Romani, che dice: “Ho parlato con Eni, hanno assicurato che tutta sta procedendo. Sono pronti a firmare“.

11 marzo 2011
Salta anche l’ultima data, quella fissata per il closing. Gita, che non ha versato i 100 milioni per la capitalizzazione della newco Vinyls, ha chiesto una proroga ai commissari. Il ministro Romani autorizza il nuovo rinvio.

26 marzo 2011
Il ministro Romani convoca Gita. “Pur tenendo conto della volonta del fondo svizzero di chiudere l’operazione, vogliamo capire la ragione dei ritardi”. Tre operai nel frattempo hanno occupato la torre del vcm a 110 metri d’altezza.

1 aprile 2011
Gita annuncia che “i soldi sono stati versati!“. Romani dice: “Fatemi vedere i documenti”. Le prove non arrivano e il ministro sceglie il silenzio.

6 aprile 2011
In seguito alla riuonione al MiSE con i sindacati e i commissario il ministro Romani dichiara: “Ho contatti quotidiani con Gita visto che la proposta formulata dal fondo è quella che consentirebbe il mantenimento e il riavvio di tutti e tre gli stabilimenti” e (secondo fonti CGIL) garantisce che la capitalizzazione avverrà l’8 aprile. In ogni caso proroga l’ultimatum sino all’11 aprile.

Cari lettori del blog, voi vi fidate ancora della Parola del Ministro dello Sviluppo Economico?

di Marco Nurra
(7 aprile 2011)

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8 Responses to “Romani, il ministro senza faccia”

  1. [...] contro politici e pantegane… By Romani, il ministro senza faccia « L'isola dei cassintegrati 07/04/2011 [...]

  2. [...] FONTE: http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/04/07/romani-il-ministro-senza-faccia/ [...]

  3. [...] gli unici che potevano salvare la chimica italiana, e che per mesi sono stati indicati dal ministro Romani – che diceva di averci messo la faccia, di averci messo non solo la faccia ma anche le [...]

  4. [...] Paolo Romani ci ha messo la faccia, rassicurando tutti sull’offerta Gita per mesi. “Non sono mica un pirla!”, ha detto agli operai. Balla! Qualcuno gli ha pure creduto. [...]

  5. [...] Paolo Romani ci ha messo la faccia, rassicurando tutti sull’offerta Gita per mesi. “Non sono mica un pirla!”, ha detto agli operai. Balla! Qualcuno gli ha pure creduto. [...]

  6. [...] Paolo Romani ci ha messo la faccia, rassicurando tutti sull’offerta Gita per mesi. “Non sono mica un pirla!”, ha detto agli operai. Balla! Qualcuno gli ha pure creduto. [...]

  7. stefano scrive:

    W napolitano che come solito è stato molto intransigente con la nomina del ministro mafioso. Ha espresso qualche perplessità, ma che cazzo me frega delle sue perplessità, in galera.

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