Pastore sardo cieco dagli scontri: archiviato

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Fresi in ospedale con i suoi colleghi del Mps

Cosa volete che sia un pastore sardo che, a causa di un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo dalle forze dell’ordine, ha perso un occhio, avendo come sola colpa quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato? Per il nostro Stato un simile losco individuo non conta nulla, tanto da non meritare un accertamento delle effettive responsabilità di chi, in occasione degli scontri fra pastori e polizia dello scorso 19 ottobre di fronte al palazzo della Regione a Cagliari, utilizzò dei metodi per nulla ortodossi in tema di gestione dell’ordine pubblico.

 

E’ questa la storia di Roberto Fresi, il militante del Movimento Pastori Sardi che, oltre a non poter ovviamente riacquistare la vista per il suo occhio sinistro colpito dai lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine, non conoscerà mai la verità su quell’inammissibile incidente.

Il pm Daniele Caria ha infatti richiesto l’archiviazione dell’inchiesta contro ignoti aperta dopo la denuncia presentata dall’allevatore di Valledoria, un atto che prelude ad una prossima chiusura del caso. Nel frattempo, è ripreso anche il processo che vede imputati per resistenza aggravata Alessio Fais, Antonio Dettori e Salvatore Michele Masala, i tre pastori arrestati proprio durante quegli scontri del 19 ottobre. Sono stati sentiti dai giudici l’ex capo della squadra mobile Oreste Barbella, e il suo vice al tempo dei disordini Leopoldo Testa, il quale ha dichiarato: “Dettori lo arrestai personalmente. Aveva delle treccine rasta e dei laccetti colorati in testa che lo rendevano riconoscibile. Lo vidi chiaramente lanciare oggetti contro di noi”. Per legittima difesa, si potrebbe aggiungere.

di Andrea Demontis
(22 aprile 2011)

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