Marianna Madìa è nata nel 1980, e la sua data di nascita è già bandiera, un tesserino di riconoscimento, che la fa entrare nella categoria “giovane italiana” ergo precaria. Ma Marianna Madia, laureata in Scienze Politiche a La Sapienza di Roma con una tesi sulla teoria economica del mercato del lavoro tra regolazione e sindacato, ha la fortuna dal 2008 di poter contribuire a cambiare qualcosa in questo Paese visto che è membro della commissione lavoro alla Camera dei deputati, lavorando per le nuove generazioni costrette non più solo a un contratto precario, ma oramai a una vera e propria “vita precaria”. Perché il precariato ha cambiato il modo, che ognuno di noi ha, di percepire la realtà.
Il tuo libro “Precari – Storie di un’Italia che lavora” di cosa parla?
Qualcuno lo ha definito un diario di bordo sul precariato, visto da Montecitorio. Sono stata eletta tre anni fa alla Camera e in questi tre anni la crisi ha colpito duro la nostra economia, ma le risposte del Governo sono state a mio parere sbagliate e, in molti casi, hanno aggravato la situazione dei lavoratori, dei giovani e soprattutto dei precari. Ho provato a raccontare tre anni di vita politica sui temi del lavoro. (continua…)




