
Harald Espenhahn, ad ThyssenKrupp
Si sa, gli industriali non fanno della difesa dei diritti dei lavoratori il loro pane quotidiano, cosa diversa è, però, acclamare chi sulla pelle degli operai ha speculato per trarre maggiori profitti.
È andata proprio così all’Assise di Confindustria sabato a Bergamo, quando la platea di imprenditori presenti ha applaudito e riservato una calorosa accoglienza ad Harald Espenhahn, l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Italia, condannato il 15 aprile dalla Corte d’Assise di Torino a 16 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario, una sentenza dettata dalle palesi violazioni delle misure sicurezza messe in atto dal manager tedesco.
Sette gli operai morti a causa del dirottamento di quegli 800mila euro da Torino a Terni, denaro che sarebbe servito a garantire la messa in sicurezza della linea 5 di Corso Regina Margherita, teatro dell’incidente che tolse la vita a Rocco Marzo, Angelo Laurino, Antonio Schiavone, Roberto Scola, Bruno Santino, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi. (continua…)