Eurallumina scende in piazza… Bruxelles permettendo

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Nuove speranze per i lavoratori dell’Eurallumina? Una Newco con la compartecipazione di Regione, per il tramite della SFIRS, e Rusal, la società Russa attuale proprietaria, per la costruzione della nuova centrale per la produzione di vapore. L’operazione però è condizionata al parere di Bruxelles che dovrà valutare se questa può considerarsi aiuto di Stato, illegale per l’Unione Europea.

Il problema iniziale per il riavvio degli impianti fermi da due anni, il reperimento dell’olio combustibile a prezzo agevolato, sembrerebbe in via di soluzione con un’offerta da parte di Eni e Api. Altro problema da affrontare resta lo smaltimento dei fanghi rossi del processo di produzione; la discarica è sotto sequestro da parte della Magistratura per problemi ambientali e nei prossimi giorni Eurallumina ne chiederà il dissequestro.

Intanto il 5 Maggio si è svolta ad Iglesias una manifestazione, indetta dalla CGIL, alla quale hanno partecipato, Eurallumina, Porto Vesme srl, Carbo Sulcis, ex-ILA, Rockwool, e tutte le aziende del territorio, insieme ad alcuni amministratori locali.

Dando uno sguardo più generale, si è tenuta ieri al Ministero dello Sviluppo Economico la prima riunione del “Tavolo Sardegna” per discutere sulla difficile situazione economica, produttiva e occupazionale della regione e definire le linee operative di intervento future. Alla riunione erano presenti, oltre al padrone di casa il fotogenico Ministro Paul Romani, il Governatore muto Ugo Cappellacci, l’Assessore Regionale all’Industria Cerchi, un rappresentante di Confindustria Sardegna e le organizzazioni sindacali regionali; queste ultime hanno messo in evidenza le criticità nei vari settori produttivi, le necessità infrastrutturali e l’emergenza occupazionale.

Tutto questo richiede un piano di Politica Industriale e di realizzazione delle infrastrutture necessarie, valorizzazione delle potenzialità attraverso progetti di ricerca e innovazione, oltre alla questione energetica. Insomma, tutto quello che manca in Italia e ancor più in Sardegna. E poi si cerca di risolvere con aiuti di stato, sommando incapacità ad illegalità. Bruxelles, aiutaci tu!

di Pietro Curis
(18 maggio 2011)

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