Recentemente ANNOZERO ci ha portato nel Sulcis, la più povera provincia italiana, dove Pastori Sardi, operai e artigiani si sono uniti nella lotta. Da 8 mesi seguiamo gli operai della Rockwool, che occupano ancora il bus abbandonato, il Rockbus. Ecco, il loro diario.

Il Rockbus nel Sulcis, Campo Pisano
Ore 11.00 Arrivo al bus. Piove, soffia il vento… la temperatura scende, ma non dentro il Rockbus. Una mattina di assemblea, dai toni alti, per ritracciare fortemente quel percorso che abbiamo scelto. Quanto conta una rivoluzione individuale e personale? Ciò che conta è solamente riavere un lavoro o creare un’alternativa migliore per il futuro di tutto il territorio? Ma anche: nell’eventualità di ottenere un posto di lavoro, è condizione obbligatoria smettere di lottare, o è nostra scelta personale andare avanti comunque?
Questo territorio è alla fame: fame anche di luce, di cambiamento, di riconversione. I tempi sono maturi? Intorno al Rockbus tutto pare fermo e ordinario, cristallizzato in questa fase di stallo, ma l’atmosfera si riaccende varcando il portellone chiuso con una corda, nelle parole convinte di ogni membro di questa compagnia. E’ ora di riprendere fortemente in mano la Lotta, consapevoli del fatto che i corsi di formazione che abbiamo ottenuto, da soli, non costituiscono la garanzia di un ricollocamento nelle bonifiche ambientali.
Ore 12.00 Cominceremo con il rinnovare il bus, vogliamo dare un segnale forte: per testimoniare il nostro vivere e lottare, per lottare e per vivere. Un restyling non solo esteriore… il cielo ci ha dato un segnale, regalandoci dei giorni di pioggia per mettere alla prova la nostra pazienza, la nostra determinazione ad avviare da subito i lavori. Ormai siamo capaci di pensare ed agire in grande: apriremo il primo museo di arte contemporanea dell’Iglesiente, trasformando l’autobus nel “Rockbus Museum”!
Con il contributo degli amici Artisti di questo territorio che sono diventati parte integrante della vertenza, inviteremo artisti di fama regionale, nazionale ed internazionale, ad intervenire attivamente nella realizzazione di questo sogno. Un’azione concreta, per dimostrare al territorio come la nostra lotta non è solo frutto della disperazione e della crisi economica, ma anche dell’incapacità di progettare nuove prospettive economiche e sociali. Questa è solo la prima delle azioni culturali che ci vedranno portare, anche attraverso altre iniziative “top secret”, il nostro entusiasmo e la nostra determinazione in tour nei luoghi di LOTTA di tutta la Sardegna.
Ore 13.00 Alcuni di noi vanno via, altri arrivano. Fabrizio, Luciano e Maurizio tornano con il nostro pranzo: pollo, patate, pane, vino, mortadella. Sandro ha portato le sue nespole appena colte. Cominciamo a mangiare: al tavolo con noi anche Floriano e Tore. La discussione si fa più leggera e conviviale.
Ore 13.30 Arriva Pino Giampà, poi Gianni, e dopo Carlo. Pino e Fabrizio si incontrano nel loro solito fiume di parole, Luciano vorrebbe un po’di silenzio…ma, visti i protagonisti, questa pare un’impresa più difficile che risolvere la nostra vertenza!
Ore 15.00 Comincio a scrivere questo diario senza sapere come finirà la nostra giornata. Ancora non sappiamo se oggi arriveranno delle “buone nuove” … continuiamo ad attendere e, animati dalla speranza, andiamo incontro alla sera. Piove.
di Eleonora di Marino, dal Rockbus occupato
(26 maggio 2011)
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