TACCONI Latina, diari dal presidio. Prima notte.

0 Flares Facebook 0 Twitter 0 Google+ 0 LinkedIn 0 0 Flares ×

Pubblichiamo da oggi i diari delle operaie della Tacconi di Latina, da 3 anni in cassa integrazione, 4 mesi senza stipendio e 130 giorni in presidio in fabbrica. I diari di Rosa (in realtà le sue note di facebook), l’operaia-studente, partono dal 20 Gennaio, e prima di riprendere il filo in diretta del presidio vogliamo pubblicare qualcuno dei primi diari, per capire cosa significa occupare una fabbrica.

Mi chiamo Rosa Giancola, sono un operaia della Tacconi Sud. Questa è la seconda notte di presidio all’interno della fabbrica. La prima è passata in bianco con lo sguardo sempre verso il cancello per paura di uno sgombero con la forza.

Insieme a me le colleghe, qualcuna parla con il figlio più piccolo, e solo come una mamma sa fare spiega a quest’ultimo perché “La mamma non dorme a casa stanotte”. Si salutano dandosi il  bacio della buonanotte per telefono. Non avevamo mai ascoltato la nostra fabbrica di notte: un silenzio irreale avvolge il luogo dove ogni giorno per 19 anni abbiamo lavorato e condiviso le nostre vite. Siamo qui nella speranza che questo gesto pieghi l’incuranza e la strafottenza del nostro datore di lavoro ai suoi doveri  di persona per bene!

Siamo quì nella speranza di non essere dimenticate. Per ricordare a tutti che le donne in questo Paese non sono soltanto escort e veline! Per ribadire a tutti gli economisti – se ce ne fosse bisogno – che il reddito familiare italiano si regge anche sull’enorme sacrificio che ogni donna in silenzio dona al PIL di questo Paese, e non in mirabili e soddisfacenti professioni, ma… in lavori pesanti e spesso dimenticati.

Le donne che lavorano, quale posto occupano nel sentire comune? E’ difficile rispondere, a noi sembra di essere solo l’ennesima storia di futura disoccupazione, e in fondo ci rendiamo conto che quando è una donna a perdere il lavoro, la perdita è avvertita come una “perdita minore”, di fronte a tanti padri di famiglia che restano disoccupati. In fondo le donne possono  arrangiarsi, legate al destino delle scelte femminili. Perché una donna sceglie di lavorare, diversamente da chi ne ha diritto a  prescindere.

Riflessioni notturne le mie, mentre penso se riusciremo a resistere, se e per quanto tempo non  sarà stato inutile tutto questo.  Affido queste righe a  facebook, e le dedico soprattutto alle mie colleghe. Dedicato a tutte le donne coraggiose.

di Rosa Emilia Giancola, operaia Tacconi Sud, Latina
(20 Gennaio 2011)

0 Flares Facebook 0 Twitter 0 Google+ 0 LinkedIn 0 0 Flares ×

Tags: , , , ,

Top post

Post recenti