Diari dal rifugio antiradiazioni: fateci votare!

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Continua l’occupazione dei ragazzi di Greenpeace del rifugio antiradiazioni, per ricordare a tutti di votare SI al referendum sul nucleare 12 e 13 giugno (La Cassazione entro domani mercoledi deciderà se il recente decreto Omnibus del governo annulla il quesito nucleare). Nel frattempo Giorgio e Pier sono usciti dalla casa e hanno occupato un finto bidone radioattivo messo sulla terrazza del Pincio a Roma, da cui non usciranno fino al referendum.

Alessandra, 26 maggio: Le generazioni prima della mia pensavano al nucleare come a un sogno, qualcosa che avrebbe davvero migliorato le condizioni di vita di tutti, ma la storia insegna. Oggi possiamo dire di avere la prova di quanto le centrali nucleari siano più pericolose che convenienti e di quanto possano peggiorare la vita delle persone. Costruirne di nuove significherebbe ignorare il gigante che dorme. Ma attenzione basta mettere un piede in fallo per risvegliarne l’ira! Il Giappone sta pagando caro la scelta nucleare sotto tutti i punti di vista. Facciamo in modo che non tocchi a noi lo stesso destino.

Silvio, 28 maggio: A chi di noi vuole, il referendum viene negato; mentre al contempo, c’è chi ha già votato. Questa specie di scioglilingua è, incredibilmente, una realtà. Spieghiamoci  meglio. Negli ultimi giorni sono arrivate nelle ambasciate italiane in tutto il mondo le schede per votare il referendum. Lettere con la scritta “Urgente”, che sono già state distribuite fra gli oltre 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. E’ quindi di fatto già cominciato l’iter burocratico che permette a noi tutti di esprimere la nostra opinione in maniera diretta. Ma mentre fuori Italia hanno in parte già votato (forse inutilmente), non vogliono permettere a chi sta qui di farlo. Ma perché? Probabilmente perché la nostra classe dirigente non sa più che pesci prendere.

Alice, 29 maggio: Mentre in Italia Berlusconi cerca in tutti i modi di toglierci il diritto di votare sul nucleare, in Svizzera il ministro dell’Energia Doris Leuthard, dopo una manifestazione che ha visto scendere in piazza circa 20mila persone, ha dichiarato: “Le centrali nucleari esistenti verranno chiuse alla fine della loro vita operativa e non saranno rimpiazzate da centrali nucleari nuove”. Le centrali nucleari presenti in Svizzera sono 5, da cui il paese ricava il 40% del fabbisogno di elettricità, ma nel 2034, data prevista per lo spegnimento dell’ultima centrale nucleare, la Svizzera non avrà più energia ricavata dall’atomo. Non è un stop immediato, ma è già un gran passo avanti.

Noi da qua dentro ci proviamo in tutti i modi a protestare e informare, voi da fuori fate lo stesso. Parlate con le persone e dite che non basta andare a votare Sì, ma che dobbiamo diffondere, portare altri, quanti più possibile, a votare. E a chi vi prenderà per pazzo rispondete che i pazzi sono loro se credono che il nucleare rappresenti il futuro. Scendete in piazza megafoni alla mano, attaccate volantini sulle vostre macchine, nelle scuole, sui muri della vostra città, appendete striscioni ai balconi. È l’unico modo.

Fino a quando questa sarà la classe politica al potere, non avremo mai dall’alto una vera informazione che ci permetta di scegliere in maniera responsabile e consapevole. Fino ad allora dobbiamo sperare che il nostro vicino trovi 5 minuti per bussarci alla porta…e  non per lamentarsi della musica troppo alta, ma per condividere e scambiare informazioni e idee. Questo è possibile, dipende da ognuno di noi, perchè siamo noi a fare la differenza, più che mai in un Paese in cui si vuole dar voce solo ai pinocchi e dove non basta scendere in piazza, ma bisogna mettere in gioco tutta la nostra creatività, bisogna essere in tanti, altrimenti, nessuno ci ascolta.

 

dal rifugio antiradiazioni, www.ipazzisietevoi.org

(28 maggio 2011)

 

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