Si è conclusa l’occupazione dei ragazzi di Greenpeace da un mese nel rifugio antiradiazioni – e nel bidone sul Pincio a Roma – per sensibilizzare al referendum. Per la pausa dovuta al trasferimento di server non abbiamo potuto seguirli adeguatamente negli ultimi giorni, ma ecco l’ultimo diario da coloro che, primi fra tutti, hanno capito l’importanza che questo referendum rivestiva. A presto, ragazzi! Gli italiani non sono poi così PAZZI, dopotutto…
Luca, 30 maggio: Sono passati 19 giorni dalla partenza e per me questo rifugio è diventato un laboratorio di vita e uno spazio dove la voce delle persone arriva dritta al cuore. In questo luogo particolare si prende coscienza del fatto che siamo tutti sulla stessa nave. La nostra vela è il rapporto con la natura e il timone…non sappiamo ancora bene chi lo stia governando. Si parla insieme della rotta da prendere e della meta da raggiungere. Sulla nave non esisto solo io con il mio mondo interiore, ma c’è anche il mondo esterno con la sua routine quotidiana.
L’indignazione che oramai si è diffusa in Italia come in Europa non sta portando a fenomeni di frustrazione o addirittura di violenza fra la gente comune, purtroppo però sta generando delle cattive reazioni tra chi governa e non sa rispondere in modo costruttivo e intelligente. L’indignazione sta spingendo le persone al confronto e all’interscambio di idee per trovare soluzioni ai problemi di tutti. La collettività è attiva e non violenta, e scende in piazza a chiedere subito una democrazia reale e non solo formale come quella che invece abbiamo adesso. Oggi il parlamento italiano non rappresenta veramente i cittadini, i candidati sono scelti dai partiti e la formazione di giunte e ministeri finisce sempre per essere un gioco di potere.
Silvio, 31 maggio: Oggi in questo rifugio stiamo tutti aspettando (continua…)



Pochi giorni fa si è
Lo scandalo Aiazzone, prima ancora dei clienti truffati a migliaia, coinvolge