PIAGGIO, per quanto a lungo ancora?

 

I tempi spensierati di Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella a una vespa per le strade romane sono finiti, per Piaggio: “Continuiamo a produrre ma non vendiamo, non so quanto durerà”. Dopo le proteste dello scorso inverno – in cui i lavoratori della Piaggio Aero di Genova hanno manifestato contro il piano presentato dall’azienda per la cassa integrazione – ritroviamo ancora i lavoratori in una crisi quasi surreale. Si continua a lavorare e a produrre, senza però vendere. Sentiamo Adriano Spallarossa, operaio, iscritto tesserato Cisl.

Cos’è successo alla Piaggio di Genova?
Dal punto di vista lavorativo è crisi. Da due anni abbiamo cominciato a fare turni di  cassa integrazione di due settimane e ci siamo trovati a fare prima cassa ordinaria e ora cassa straordinaria. L’azienda aveva fatto una proposta per far uscire più di 100 persone senza requisiti col ricollocamento in un altro posto di lavoro. Alla fine il sindacato è riuscito ad ottenere sia la mobilità per alcuni che l’uscita volontaria.

L’azienda dava una liquidazione, una buona uscita del 90% per un tot di persone. In più la mobilità per tre anni. È rimasto tutto in sospeso per i 100 lavoratori di cui si parlava lo scorso anno, che dovrebbero essere 60 ora, ma la cosa è stata messa in standby. Ora c’è questo accordo fino a dicembre e l’anno prossimo dovrebbero rincontrarsi quindi si vedrà. Per ora qualcuno ha cominciato a uscire volontariamente, ma sono ancora in pochi.

Come vivono gli operai Piaggio, ora?
Al sindacato stiamo tenendo bene perché tramite trattativa abbiamo ottenuto l’80% di stipendio pur lavorando Il 50 % delle ore, grazie all’integrazione. Ancora non abbiamo patito tanto, perché alla fine lavoriamo ancora, anche se meno, e abbiamo ancora lo stipendio, anche se ridotto. Io sono single e non ho mutuo quindi non risento troppo della riduzione, però comunque abbiamo già perso un pò di soldini e a parte la nostra e qualche rara aziende, la maggior parte delle piccole aziende si ritrovano a casa.

Quindi la produzione è ancora in attivo?
All’improvviso il lavoro è sparito e sembra andare sempre peggio, noi facciamo ancora produzione e non vendiamo. Non so per quanto durerà ancora. Lo stipendio lo prendi ma ti chiedi: stiamo lavorando per cosa?

Quali sono le aspettative per i prossimi mesi?
Prospettive positive non sembrano essercene, almeno se non escono progetti o collaborazioni con società esterne. E se togliessero Fincantieri sicuramente sposterebbero anche noi. La fiducia, che comunque nutro nasce dal fatto che sono in una grande azienda, importante… quindi c’è sempre la speranza che ti possano salvare.

intervista di Alessia Colanero
(21 giugno 2011)

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