Si sono alzate in piedi ancora una volta le lavoratrici dell’Omsa, in quella che é stata e sarà una settimana di importanti manifestazioni. Molte delle 242 lavoratrici rimaste ancora nell’azienda faentina hanno infatti partecipato alla trasmissione-evento Tutti in piedi, condotta da Michele Santoro e Serena Dandini, all’interno della festa in celebrazione dei 150 anni della Fiom, “Signori, entra il lavoro”, che si é svolta a Bologna lo scorso 17 giugno.
Anche se non c’è stata occasione, visti i numerosi interventi della serata, di poterle sentire e vedere sul palco, con i loro grembiuli verdi, gli stessi che indossano al lavoro, i segnali di solidarietà e affetto non sono mancati. Alle volte certo, la sola solidarietà rimane fine a sé stessa, ma in eventi come questo rispecchia anche un lavoro ed un impegno a manifestare, a far conoscere il caso dell’Omsa, che in quest’ultimo anno é riuscito ad arrivare a livello nazionale.
Samuela Meci, rappresentante Filctem Cigl ha infatti sottolineato come “ciò che si è costruito in questo anno e mezzo in sinergia con le lavoratrici Omsa, la Filcem e il coordinatore confederale Cgil faentino (ndr Idilio Galeotti), dimostra che il lavoro fatto fin’ora è stato un lavoro giusto per tutelare queste persone che perdono il posto di lavoro, che il lavoro fatto con passione e impegno quotidiano viene riconosciuto anche da chi ci guarda dall’esterno, dalla società e da tanti di questi giovani presenti ieri sera che hanno voglia che l’aria cambi, di contare di più nel lavoro, nel sindacato, nelle scelte politiche e nell’intera società”.
Il caloroso applauso della folla, e sopratutto dei tanti giovani presenti, e il colloquio con il segretario Fiom Maurizio Landini, hanno segnato quest’importante tappa nella lotta delle lavoratrici, lotta che continua e non si ferma. Il 25 e 26 giugno infatti, le donne dell’Omsa saranno fra le ospiti della seconda edizione di “Punto G: genere e generazione”, lo storico social-forum organizzato dalle associazioni femministe per la prima volta dieci anni fa a Genova, che quest’anno riparte. Dieci anni fa l’obiettivo del forum fu quantomai ‘profetico’, come sottolinea Monica Lanfranco della rivista Marea, portando, fra l’altro, al centro del dibattito, la condizione femminile di sopruso sul lavoro e in famiglia nonché la riduzione degli spazi pubblici garantiti ai cittadini. Due giorni di forum, discussioni, e ,si spera, prospettive, dove le lavoratrici Omsa hanno scelto ancora una volta di esserci e di difendere i loro diritti a fronte di un accordo che siglato nel 2010 per 2 anni di cassa integrazione, scadrà fra meno di 9 mesi senza ancora una vera alternativa all’orizzonte.
di Francesco Farinelli
(23 giugno 2011)
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purtroppo le amazzoni non sono 242,lottiamo a nome di tutta l’omsa ……ma siamo sempre solo quelle,da quando ci hanno siglato la chiusura,marzo dell’anno scorso,ci penalizzano continuamente,siamo sempre piu’ stanche ,ma sopratutto,quanto possiamo resistere,ancora?non pensavo di arrivare ad oggi,ma ….non abbiamo perso solo il lavoro anche la nostra dignita’,ogi non c’e’ lavoro i,e’ difficile in regola……e la dignita’ e diritti?siamo in competizione con gli extracomunitari,senza nulla a togliere a loro,ma noi italiani,soprattutto donne e ancor piu’ sulla soglia dei 50 anni,che facciamo?pero’ e’ vero che siamo diventate amazzoni,siamo proprio arrabbiate…….lavorare non vuol dire fari servi,eravamo operaie,ma facevamo calze di qualita’ che indossavano le migliori indossatrici,anche, e Nerino Grassi e’ il Re della calza,il suo nome e’ internazionale…e con lui abbasso tutti quelli che per fare profitto ammazzano la povera gente che ha bisogno del lavoro per vivere,come unica risorsa.
.Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro boicottando i marchi .- Philippe Matignon Sisi Omsa Golden Lady Hue Donna Hue Uomo Saltallegro Saltallegro Bebe Serenella .La stessa cosa e successa alle lavoratrici della Perla che ora ha trasferito la produzione in Cina della Mandarina Duck ecc..Anche se il nostro caro presidente del consiglio parla di segni positivi ho la netta impressione che questanno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per lItalia..Amiche e amici vi porto via un po di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza piu o meno nellindifferenza generale..Lo stabilimento OMSA di Faenza RA sta per essere chiuso non per mancanza di lavoro ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione allestero della produzione per maggiori guadagni..Il proprietario dellOMSA il signor Nerino Grassi ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia dove ovviamente la manodopera lenergia e il carico fiscale sono notevolmente piu bassi..Questa decisione portera oltre 300 dipendenti in maggior parte donne e non piu giovanissime a rimanere senza lavoro..Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorita hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti salvo poi spendere fiumi di parole di solidarieta adesso che non ce piu niente da fare..Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dellazienda al freddo notte e giorno in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso ma ad onor del vero il servizio e stato brevissimo e piuttosto superficiale ..Trovo sempre piu allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dallessere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili allorizzonte leventualita di un guadagno piu facile..Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro boicottando i marchi – Philippe Matignon Sisi Omsa Golden Lady Hue Donna Hue Uomo Saltallegro Saltallegro Bebe Serenella -.e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna anche solo girando questa mail a quante piu persone potete se non altro per non alimentare lindifferenza..Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per laiuto e il supporto che vorrete dargli quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre piu gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti…………….