VINYLS: Saltinbocca alla Romana?

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Spezzatino Vinyls

Mi ricordo che quando ancora lavoravo alla Vinyls, prima della cassa integrazione, spesso nel menù della mensa aziendale c’era “Saltinbocca alla Romana”, nome romanescheggiante da trattoria del centro storico della capitale. Ma a parte il nome altro non era che spezzatino, buono sì, ma pur sempre spezzatino.

Ironia della sorte è lo stesso piatto che il governo ha deciso di servire ai dipendenti Vinyls dopo mesi di proteste e trattative. Il Ciclo del Cloro integrato fra i tre siti (Ravenna, Marghera e Porto Torres) che unito manterrebbe l’Italia un paese avanzato dal punto di vista industriale, verrà smembrato per incapacità della politica di chi ci governa, per la mancanza di un progetto di lungo respiro che guardi al rilancio della produzione e dell’economia.

Il primo passo dello “spezzatino Vinyls” sembra avviato: da quanto emerso nei giorni scorsi, il sito di Ravenna verrà rilevato dalla IGS di Varese, società chimica italiana. Il prorogarsi della discussione durante tre distinti incontri la dice lunga sull’inevitabilità dello spezzatino.

Per il sito di Marghera rimane l’incognita del mantenimento dei livelli occupazionali. Finora a nulla sono valsi i gesti eclatanti dei dipendenti del sito: occupazione della torcia dell’impianto a 150 metri d’altezza, 17 giorni di sciopero della fame, l’incontro con il Papa, la solidarietà di Vasco Rossi in occasione del suo concerto, o la telefonata di Piero Pelù… religione e mondo dello spettacolo si sono schierati a favore dei  cassintegrati ma la situazione è la stessa. Lucio Sabbadin, lavoratore Vinyls sempre in prima linea nella protesta, ha dichiarato: “è stata forte la spinta alla lotta data dall’esempio dei colleghi sardi con l’occupazione dell’Asinara per 470 giorni e della Torre Aragonese di Porto Torres da più di 500 giorni”.

Per noi lavoratori di Porto Torres è il buio assoluto. Sembra calato il sipario sull’ultimo atto di questa opera buffa, una vertenza infinita piena di incognite e misteri irrisolti. Non è servito a nulla (solidarietà a parte) neanche l’incontro con il Presidente Napolitano. Sullo sfondo la Chimera” Verde, perché di questo si tratta, considerati i tempi lunghi della burocrazia italiana. Il primo passo di questo nuovo percorso sembra avviato, con la costituzione della newco tra Eni e Novamont.

Nel frattempo, per noi dipendenti Vinyls, cassa integrazione rinnovata fino a settembre e un accordo “porcata” che permette a chi presidia gli impianti (obbligato), di non farlo più gratis ma pagato come LPU (Lavori di Pubblica Utilità)… una magra consolazione per chi da oltre un  anno chiede a gran voce di riavere il suo posto di lavoro.

di Pietro Curis
(26 Giugno 2011)

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