Rosa Emilia Giancola scrive dal 170esimo giorno di presidio in fabbrica delle operaie Tacconi di Latina. Rosa scrive di Lotta, resistenza a cura.
Giovedì 7 luglio c’è stata la seconda udienza della Tacconi Sud. Il fallimento è stato evitato. Questo risultato va sotto il capitolo “La Lotta”, perché è un risultato andato oltre le nostre aspettative. La nostra lotta è stata una lotta in senso iconografico simile a molte altre. Le bandiere, il picchetto, le nostre foto dietro le sbarre del cancello che abbiamo chiuso per difendere i diritti elementari che una cessata attività comporta.
Il primo salto nel buio fu proprio il presidio, iniziato come gesto disperato e senza chissà quale pianificazione. Avevamo perso tutto. Nessuna garanzia. Un pugno di mosche in mano. L’occupazione ha spiazzato noi stesse, ma anche il proprietario della Tacconi Sud che, convinto della fragilità storica del genere femminile, attendeva fiducioso la fine di questa colorita “resistenza isterica” delle sue ex operaie.
In molti forse si chiedevano la stessa cosa guardando “la lotta” dai giornali, Cosa chiedevano le donne della Tacconi Sud? Sarebbe facile liquidare il tutto dicendo lavoro e diritti! Il silenzio di questo capannone è irreale in ogni ora del giorno. Il tempo trascorso qui per molte di noi è stato tormentato, difficile, spiegato a tutti quelli che ti dicevano tra una chiacchiera e il caffè “Ma siete ancora lì dentro?”. Come se fosse assolutamente normale!
Il percorso di questa lotta è stato costruito in questo silenzio. La nostra forza è cresciuta in modo proporzionale all’indifferenza dei molti noti. La nostra stanchezza grande almeno come tutto il perimetro di queste mura, dove nelle riunioni per organizzare i turni abbiamo pianto e discusso davanti ai nostri bambini. Questa parte per niente facile va sotto il capitolo “ La Resistenza”.
Resta da scrivere il capitolo “La Cura”. Un capitolo complesso perché la sottile linea rossa che divide il governo degli eventi, cioè mantenere l’occupazione per garantire ciò che è una speranza ancora in fase embrionale e mollare per sfinimento non potendo trattare la nostra posizione, non è meno complicato che l’aver resistito per tutto questo tempo.
Scrissi un una precedente nota, che spesso il: “non senso” saliva nei nostri cuori tutte le volte che un turno restava vuoto, perché non è stato facile restare insieme e continuare a credere d’essere nel giusto. Può apparire strano, ma è più difficile confidare nella propria resistenza, che nei principi l’hanno animata, la prima è la misura dei secondi. Così tanto più si crede in un principio, tanto più si rende necessario trovare il coraggio per resistere all’evidenza del contrario”
Il capitolo “Cura” necessita del contributo di tutti i cittadini di Latina e lancio da questa nota un appello a sostegno di questo presidio in una fase così delicata. Organizzate per noi un evento, un contributo, per “curare” la nostra stanchezza incoraggiandoci in quest’ultima e decisiva fase. Lasciare i riflettori accesi e assicuravi che su tutta questa vicenda si possa scrivere finalmente… un lieto fine.
di Rosa Emilia Giancola, Latina
(12 luglio 2011)
Tags: appello, latina, lotta, occupazione, rosa giancola, Tacconi Sud









quante di queste storie restano nascoste, oramai si parla del nulla e io non capisco se oramai la gente sia lobotomizzata oppure accecata… dubbio atroce…
sono solidale con voi…..cassaintegrata omsa-golden lady di faenza
Rosa con le tue colleghe state dando una bella lezione di vita, non solo alla spenta città di Latina in cui abito anch’io,ma a tutta questa Italia che sembra stordita da non so quale nuova droga sociale collettiva.Queste situazioni mi addolorano ancor di più proprio perchè non vedo grosse reazioni, non dal mondo politico che ormai sappiamo completamente distaccato dalla vita reale, ma nemmeno da parte dell’opinione pubblica.Oramai si è talmente rassegnati a questo andazzo e non si fa altro che stare fermi e sperare che capiti sempre al nostro vicino.Non ci si sforza di informarci,di capire,comprendere, solo rassegnazione.
Un grosso in bocca al lupo care donne ne avete bisogno!