CASTA: Risolvere la crisi con un daiquiri in mano

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Politico italiano intento a discutere di crisi

Quanta presunzione nell’espressione: “Noi ve l’avevamo detto!”. Eppure l’avevamo detto, che questa casta di politici non era in grado di rispondere alla crisi. Oggi ne vediamo le conseguenze, col governo burattino delle decisioni di francesi e tedeschi, notizia alla quale non possiamo che rispondere con un “Meno male!”.

Ma perché noi ve l’avevamo detto? Perché vivevamo il travaglio della vicenda Vinyls sulle nostre spalle, primi involontari protagonisti della crisi che a mano a mano diventava celebre – passando dalle gru ai tetti all’Asinara – fino a che non è più stato possibile affermare che in Italia non era arrivata.

Mesi fa invitavamo i politici a trascorrere una notte nelle celle dell’Asinara: solo vivendo un’esperienza di quel tipo si può avere conoscenza di cosa vuol dire crisi nel quotidiano. Comprendere, una cosa che la nostra classe dirigente non può fare perchè ignora troppe cose, per i privilegi di casta così chiacchierati in questi giorni.

Un anno dopo – come spiega in questo interessante articolo Francesco Maggio – siamo finiti a seguire la cronaca dell’andamento in Borsa come fosse una partita, quando in realtà non cambiano tutti gli indizi che avevamo sotto gli occhi per anni, non cambia che comunque vada ad Obama e alle borse siamo nella merda.

Solo 16 mesi fa, il governo diceva che la crisi qui non c’era. Siamo rimasti 7 mesi senza un ministro allo sviluppo economico, mentre la chimica, Agile-Eutelia, la Tacconi, Omsa Faenza, la Basell, la Thyssen e tantissime altre aziende chiudevano. Mentre Marchionne pianificava l’esapatrio Fiat, mentre l’industria manifatturiera moriva. Poi ci hanno dato Romani, un incapace a risolvere problemi accumulati di proporzioni gigantesche.

Come si poteva pensare che sarebbe andata diversamente? 16 mesi fa si poteva ancora nicchiare, ma ora il mondo è cambiato: le rivolte in medio oriente, la contestazione tra Spagna, Grecia ed Israele degli “indignati”, le revolution contro il carovita che si stanno espandendo in tutta Europa mentre i leader politici brancolano nel buio.

Finché i nostri parlamentari, e soprattutto il governo, non dormiranno nelle celle dell’Asinara non cambierà nulla. Come si fa a pensare a chi pagherà la manovra economica, sdraiati al sole della costa smeralda o della costa californiana, con un daiquiri in mano? Parlo per me, io non ci riuscirei.

di Michele Azzu
(8 agosto 2011)

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