
La protesta a Wall Street
Ho seguito con interesse uno spunto di dibattito (internazionale) lanciato da Luca de Biase: “The case for an italian rebellion. Why it doesn’t happen“. E’ importante cercare di capire cosa accade in casa nostra secondo gli osservatori di altri paesi, e in relazioni a ciò che accade all’estero.
Ci chiedono: ma perché voi italiani non vi ribellate? Come fate a sopportare questo muro di gomma del governo, del sistema politico, di un gruppo di potere incredibilmente arroccato sulle sue poltrone (cit. de Biase) ormai distante anni luce dalla società civile? E, in secondo luogo, cercare di capire: c’è un nesso, o uno sbocco comune tra gli indignati spagnoli, israeliani, cileni e l’attuale occupazione di Wall Street, oppure no?
La discussione porta alla luce diversi punti importanti. La massima politica “Ogni cittadinanza ha i governanti che merita”. E poi il momento dei referendum e delle elezioni amministrative di Napoli, Milano e Cagliari, che fecero ben sperare molti di noi solo tre mesi fa. Infine un salto storico, alla contestazione negli anni ’70 che porta tutti noi ad essere molto, molto cauti nel discutere di ribellione e rivoluzione.
Conclude De Biase: il tappo, politico, al rinnovamento c’è. Da qui la necessità di una ribellione, non necessariamente in forma di contestazione di piazza. Ipotesi confermata da più parti di recente, tra cui Giulietto Chiesa su Cado in Piedi, e Alessandro Gilioli su Piovono Rane. E mentre Chiesa si limita ad un semplicistico “Paghino loro la crisi”, dove loro sta per il binomio Banche/Politica, riporto da Gilioli:
“Difficilmente, in coscienza, si potrà restare a guardare o a commentare pacati davanti a una tastiera o in un talk show. Tra l’accettazione passiva di una barbarie e la presa della Bastiglia ci sono galassie di possibilità e di pressioni possibili, nella legalità e nella disobbedienza civile”
E allora la domanda resta come, dove, quando e chi. Parliamoci chiaro: questo tanto atteso “autunno caldo” italiano è stato un flop, e lo diciamo noi che siamo pure scesi in piazza col Popolo Viola e Indignati per realizzare un bellissimo tavolo lavoro a Roma il 10 settembre. Con Grillo, con gli Indignati, col Popolo Viola, con la Cgil e con tutte le altre sigle… sono pochissimi quelli scesi a manifestare. (continua…)





