Archive for settembre, 2011

ITALIAN REVOLUTION, una riflessione dalla blogosfera

venerdì, settembre 30th, 2011

La protesta a Wall Street

Ho seguito con interesse uno spunto di dibattito (internazionale) lanciato da Luca de Biase: “The case for an italian rebellion. Why it doesn’t happen“. E’ importante cercare di capire cosa accade in casa nostra secondo gli osservatori di altri paesi, e in relazioni a ciò che accade all’estero.

Ci chiedono: ma perché voi italiani non vi ribellate? Come fate a sopportare questo muro di gomma del governo, del sistema politico, di un gruppo di potere incredibilmente arroccato sulle sue poltrone (cit. de Biase) ormai distante anni luce dalla società civile? E, in secondo luogo, cercare di capire: c’è un nesso, o uno sbocco comune tra gli indignati spagnoli, israeliani, cileni e l’attuale occupazione di Wall Street, oppure no?

La discussione porta alla luce diversi punti importanti. La massima politica “Ogni cittadinanza ha i governanti che merita”. E poi il momento dei referendum e delle elezioni amministrative di Napoli, Milano e Cagliari, che fecero ben  sperare molti di noi solo tre mesi fa. Infine un salto storico, alla contestazione negli anni ’70 che porta tutti noi ad essere molto, molto cauti nel discutere di ribellione e rivoluzione.

Conclude De Biase: il tappo, politico, al rinnovamento c’è. Da qui la necessità di una ribellione, non necessariamente in forma di contestazione di piazza. Ipotesi confermata da più parti di recente, tra cui Giulietto Chiesa su Cado in Piedi, e Alessandro Gilioli su Piovono Rane. E mentre Chiesa si limita ad un semplicistico “Paghino loro la crisi”, dove loro sta per il binomio Banche/Politica, riporto da Gilioli:

“Difficilmente, in coscienza, si potrà restare a guardare o a commentare pacati davanti a una tastiera o in un talk show. Tra l’accettazione passiva di una barbarie e la presa della Bastiglia ci sono galassie di possibilità e di pressioni possibili, nella legalità e nella disobbedienza civile”

E allora la domanda resta come, dove, quando e chi. Parliamoci chiaro: questo tanto atteso “autunno caldo” italiano è stato un flop, e lo diciamo noi che siamo pure scesi in piazza col Popolo Viola e Indignati per realizzare un bellissimo tavolo lavoro a Roma il 10 settembre. Con Grillo, con gli Indignati, col Popolo Viola, con la Cgil e con tutte le altre sigle… sono pochissimi quelli scesi a manifestare. (altro…)

Diffondiamo a rete unificata contro la norma ammazza-blog

giovedì, settembre 29th, 2011

Diffondete sui vostri blog questo post!

Nel ddl intercettazioni è contenuta una norma “ammazza blog” che obbliga a rettifica anche i blogger, come fossero direttori di testate online. Una norma fatta per censurare la rete, e non è il primo tentativo. Allora oggi alle 15 tutti a Roma al Pantheon per manifestare contro il ddl, assieme a Valigiablu, e diffondiamo su ogni nota fb e blog il post sotto, un appello per informarci ed informare.

Cosa prevede il comma 29 del ddl intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. (altro…)

Indignados, qualche critica verso il 15

mercoledì, settembre 28th, 2011

Indignati: vignetta da prendere con ironia

Il 10 settembre a Roma abbiamo avuto occasione di confrontarci con gli indignati italiani, durante la manifestazione del Popolo Viola di Piazza San Giovanni, quella in cui si sono piantate le tende per due giorni sul modello spagnolo. Noi dell’Isola abbiamo organizzato un bellissimo tavolo lavoro con lavoratori da tutta Italia: Omsa, Agile-Eutelia, Precari, Vinyls, Fiat, Aiazzone, Teleperformance, i lavoratori del Teatro Valle

Ma con gli indignati è andata maluccio. Una volta arrivati in Piazza San Giovanni l’idea era, dopo una breve assemblea generale, di partire coi tavoli tematici, tra cui il nostro e quello sui disabili. L’assemblea generale, tuttavia, non terminerà più per volere dell’assemblea stessa, che approva all’unanimità di proseguire a scapito dei tavoli tematici.

La cosa ci ha colto davvero impreparati. Come dire alle operaie dell’Omsa di Faenza, ai tre della Fiat di Melfi, a quelli di Terni, fra i tanti, di tornarsene a casa? Siamo stati un mese ad organizzare un incontro in cui potessero raccontare le loro storie di occupazione, e ora non è possibile?!

Provo più volte ad intervenire all’assemblea generale per parlare, ma non è possibile. Mi spiega Chiara che non c’è tempo abbastanza. Ma una volta che le cose cambiano, che l’assemblea continua a oltranza, ci riprovo. Dopo molte insistenze di Massimo e Adele del Popolo Viola (grazie!) riesco a fare il mio intervento, ma anche qui come prendo il microfono vengo bloccato. Incurante, dico che il tavolo sul lavoro partirà comunque e riesco a  strappare l’applauso, cosa che complica ulteriormente le cose: alle assemblee indignate, infatti, non si può applaudire ma solo agitare le mani in aria per manifestare consenso (vignetta sopra).

Tra mille sforzi, senza luce e senza microfono (che poi arriva) il tavolo sul lavoro parte, gli interventi dei lavoratori sono forti e chiari, molta gente viene a vederci, è davvero un incontro emozionante. Ma perché non volevano farci parlare? Perché se siamo stati fra gli organizzatori dell’evento da ben prima degli indignati, assieme al Popolo Viola, siamo stati trattati così in malo modo? Perché nessuno di loro si è posto il problema che gli operai dovevano parlare, dopo aver affrontato un viaggio lungo e costoso? (altro…)

AGILE-EUTELIA. I Landi dietro le offerte?

martedì, settembre 27th, 2011
Un futuro frAgile

Un futuro frAgile

Venerdì 23 settembre con uno scarno comunicato i commissari straordinari di Agile ed Eutelia comunicano di “aver dato luogo all’apertura delle buste … Sono pervenute 5 offerte, di cui 2 per Agile e 3 per Eutelia”.

Per un piccolo slittamento, l’apertura delle buste è avvenuta il giorno dell’equinozio di autunno, il giorno che segna l’inizio della metà più buia dell’anno … il giorno detto anche “punto omega” … un brivido e la mente corre a Massa e Liori, gli esecutori materiali della condanna a morte di Agile (appena condannati rispettivamente a 4 anni e a 8 anni e sei mesi per il crack della cartiera Arbatax 2000). Combinazioni astrali inquietanti. Non che ci sia bisogno degli astri per divinare un buio futuro per i lavoratori e le lavoratrici Agile, comunque …

Nulla è trapelato sui nomi delle cinque pretendenti, ma quelli che circolano con più insistenza rimangono per Eutelia la cordata Piero della Francesca (capeggiata da Cloud Italia e che potrebbe annunciare una partnership con Finmeccanica) e per Agile EBM (Elettronica Bio Medicale) del Gruppo TBS, specializzata in ingegneria clinica e nella gestione e manutenzione delle tecnologie biomediche. Ebm, 600 dipendenti in Italia, potrebbe essere interessata ad Agile per le sue competenze nello sviluppo software e per la sua rete nazionale di assistenza tecnica on site e da remoto che la contraddistingue fin dai tempi di Olivetti.  (altro…)