TEATRO VALLE. La bellezza non può attendere

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Teatro Valle Occupato. | Roberta Lulli

L’isola dei cassintegrati, nata per dar voce alle diverse forme di protesta che inondano il Belpaese, segue da vicino la lotta delle lavoratrici e lavoratori dello Spettacolo. Un popolo di artisti, tecnici, operatori, stabili, precari e intermittenti che protestano contro i tagli alla Cultura. Siamo sempre a  Roma, occupanti anche noi del Teatro Valle Occupato.

“La bellezza non può attendere”, con questo motto gli occupanti del Teatro Valle  continuano la loro battaglia e approdano a Venezia. Dopo 2 mesi dall’occupazione dello storico teatro romano, i lavoratori e lavoratrici dello spettacolo sbarcano nella laguna e occupano il Teatro Marinoni, nuovo quartier generale della protesta.

Se il Teatro Valle era destinato a diventare un bistrot, il Teatro Marinoni è minacciato da un progetto edilizio volto a trasformarlo in un villaggio turistico. Due speculazioni bloccate da chi crede nel valore dell’agire condiviso per riappropriarsi del bene comune.

Tra cinefili, registi, film e appassionati giunti per la 68° Mostra del Cinema di Venezia gli occupanti lanciano il loro appello per spezzare il duopolio Rai Cinema/Medusa che domina i meccanismi di produzione e distribuzione, con l’intento di costruire un’autonomia produttiva, espressiva e artistica fuori dal pensiero e dal mercato unico. Alle politiche di austerità contrappongono un diverso modo di pensare e fare cinema, credono in un’altra concezione di ricchezza capace di mettere al centro la qualità piuttosto che i profitti.

La stessa logica di profitto che vede in trasformazione il Lido di Venezia in una fabbrica di cemento. “Il progetto di un nuovo Palazzo del cinema che doveva rilanciare la Mostra si è trasformato in un losco affare. In tre anni di scavi si sono spesi oltre 37 milioni di euro, per avere come unico risultato un gigantesco cratere. Si ferma il cantiere ma non si fermano i progetti speculativi che servivano a pagare l’opera”, questo quanto riportato nel loro comunicato stampa.

Intanto il Teatro Valle continua il suo “ProgrammAzione” che vede un flusso di gente da tutta Italia per i numerosi contributi quotidiani degli artisti, anche per il pubblico del Valle.

La bellezza non può attendere.

di Roberta Lulli | Dal Teatro Valle occupato
(3 settembre 2011)
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