Qualche giorno fa abbiamo ricevuto alla nostra email ([email protected]) la testimonianza di Rossana, infermiera, che ci racconta il calvario che ha dovuto affrontare sul proprio posto di lavoro. Dopo averci parlato, abbiamo deciso di condividere la sua storia con i lettori del blog.
“Sono un’infermiera e mi chiamo Rossana, lavoravo sui mezzi di soccorso del 118 . Un lavoro difficile e delicato in cui credevo per davvero. Pragmatici e risoluti, ma il cuore, quello sì che conta! Perché senza cuore non può esistere né empatia, né amore per il prossimo.
Per meno di mille euro al mese mi sono spaccata la schiena sul lavoro, il mutuo da pagare, le bollette, la benzina… e poi è initiato il calvario: le visite mediche, esami strumentali, risonanze e tac. Le terapie riabilitative conservative, i viaggi tra il policlinico ed il San Andrea e poi il primo intervento sul rachide a Siena. Mi hanno costretta a lunghi periodi di astensione dal lavoro, e ad una cospicua decurtazione dello stipendio del 50%. Già, noi fannulloni ci dobbiamo accontentare.
Dopo nemmeno 4 mesi dall’intervento decido di tornare al lavoro per recuperare un minimo di dignità salariale, tra l’altro avevo a disposizione solo pochi mesi di malattia.
Vista la situazione sono dovuta diventare Wonder Woman: con busto, stampella, (continua…)



