“Più che un reality questa vita è una tragedy”

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Ambulanza del 118

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto alla nostra email ([email protected]) la testimonianza di Rossana, infermiera, che ci racconta il calvario che ha dovuto affrontare sul proprio posto di lavoro. Dopo averci parlato, abbiamo deciso di condividere la sua storia con i lettori del blog.

“Sono un’infermiera e mi chiamo Rossana, lavoravo sui mezzi di soccorso del 118 . Un lavoro difficile e delicato in cui credevo per davvero. Pragmatici e risoluti, ma il cuore, quello sì che conta! Perché senza cuore non può esistere né empatia, né amore per il prossimo.

Per meno di mille euro al mese mi sono spaccata la schiena sul lavoro, il mutuo da pagare, le bollette, la benzina… e poi è initiato il calvario: le visite mediche, esami strumentali, risonanze e tac. Le terapie riabilitative conservative, i viaggi tra il policlinico ed il San Andrea e poi il primo intervento sul rachide a Siena. Mi hanno costretta a lunghi periodi di astensione dal lavoro, e ad una cospicua decurtazione dello stipendio del 50%. Già, noi fannulloni ci dobbiamo accontentare.

Dopo nemmeno 4 mesi dall’intervento decido di tornare al lavoro per recuperare un minimo di dignità salariale, tra l’altro avevo a disposizione solo pochi mesi di malattia.

Vista la situazione sono dovuta diventare Wonder Woman: con busto, stampella, visto per disabili e un dolore ingravescente di ora in ora, sono tornata al lavoro, questa volta in ufficio. No, anzi, fuori dall’ufficio, in corridoio, perché non essendoci spazio non ho avuto nemmeno una degna collocazione. Nessuna scrivania, nessun computer, destinazione ignota. Costretta a prendere le ferie forzate perchè il dirigente di struttura ed il coordinatore infermieristico non sapevano dove sistemarmi.

Fuori dai mezzi di soccorso e fuori dall’ufficio con il corredo di sfottò poco velati sulle mie condizioni di salute. Ad ogni mia legittima richiesta di una scrivania, un computer o un orario adeguato alle mie precarie condizioni di salute… beh, conoscete la risposta. Una concezione antidiluviana del lavoro la loro, altro che struttura pubblica, altro che diritti.

Poi la svolta apocalittica voglio raccontarvela nella”prossima puntata”, se avrete la pazienza di leggere la mia storia.

A presto cari amici”

di Rossana Del Grosso
(9 settembre 2011)

LINK CONSIGLIATI:

Finalmente in libreria (anche online) il nostro romanzo autobiografico: Asinara Revolution. Manifesto e testimonianza in prima persona di un nuovo modo di fare protesta.
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