TAVOLO LAVORO. Agile-Eutelia verso il baratro

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I lavoratori Agile-Eutelia al tavolo sul lavoro in Piazza S. Giovanni

3 giorni. 72 ore di speranza per i lavoratori Agile-Eutelia che il 20 settembre vedranno scadere il bando di vendita delle due aziende depredate e portate al collasso dai vari Samuele Landi, Claudio Marcello Massa e Antonangelo Liori , i tre maggiori responsabili del crack che ha portato Agile-Eutelia sull’orlo del baratro. Se entro la data di scadenza del bando le due società non verranno rilevate, non ci sarà un futuro per i circa 2000 lavoratori scaricati dai propri datori di lavoro prima, e abbandonati dalle istituzioni poi.

“Ora il tempo dei rimpalli e dei rinvii è davvero finito”, dice la Fiom lombarda: “In assenza di interventi decisi e precisi delle istituzioni, a partire da Regione Lombardia, tra pochi giorni in questo paese ci saranno due aziende in meno e 1500 disoccupati in più”.

Le offerte per l’acquisto di Agile-Eutelia, però, ci sono state. Addirittura 11 aziende hanno formalizzato il proprio interesse ai commissari straordinari dopo la pubblicazione del bando di vendita della società di telecomunicazioni aretina e dell’ex ramo di Information Technology Agile. Sui nomi, invece, pochi i dettagli. Tra i possibili acquirenti sembra ci sia la cordata Piero della Francesca guidata da Cloud Italia e che coinvolgerebbe realtà come Unicredit, Italtel, Cordys, Itway e Cosmic Blue Team, ma si è ipotizzato anche un interesse da parte di aziende come Fastweb, Tiscali e Infracom.

Il valore di Agile-Eutelia sarebbe stato fissato intorno ai 70-80 milioni di euro, ma le perplessità tra i lavoratori sono tante. La sensazione è infatti quella di uno scarso interesse per un’azienda che ha perso gran parte delle commesse (Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno, Poste Italiane, Rai, tanto per citarne alcune) e che è stata trasformata in una scatola vuota dai criminali intenti dei manager che l’hanno portata sull’orlo del fallimento. A martedì l’ultima risposta.

Sul fronte processuale, intanto, è ripreso ieri il processo che vede imputati per bancarotta fraudolenta Samuele Landi (che vuole prendervi parte via teleconferenza dal Dubai dove è latitante) e soci. Le 1070 parti civili sperano in un congruo risarcimento per i danni subiti da due anni di vertenza. Nei prossimi giorni vi sapremo dire di più.

Al di là di tutto, e mettendo da parte per un attimo il processo, non resta che incrociare le dita nella speranza che qualche compratore si faccia carico di risollevare le sorti dell’azienda che dispone ancora di 13mila chilometri di rete in fibra ottica, un patrimonio tecnologico che sarebbe un delitto perdere, ma che soprattutto restituisca dignità, diritti e lavoro ai lavoratori Agile-Eutelia che come unica colpa hanno avuto quella di finire nelle mani di un’associazione a delinquere prestata all’imprenditoria.

di Andrea Demontis
(17 settembre 2011)

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