REVOLUTION. Di Pietro, il morto e gli indignados

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Ma che c'azzecca il morto?!...VIDEO

Un messaggio ai parlamentari: informatevi. Lo sappiamo, ce lo diciamo ogni giorno, questo sarà un autunno caldo, e tutti, a turni ben prestabiliti, scenderanno in piazza per protestare contro questo governo.

Ma non basta dire Piazza per fare un’opera buona. Bisogna dire quello che in piazza succede davvero. Non possiamo approvare le parole di Antonio di Pietro, che invita Berlusconi a dimettersi prima che ci “scappi il morto”. Quest’affermazione non ha senso perchè l’onorevole sa – il suo partito è ben ramificato nei movimenti di piazza – che fino ad ora non c’è stato il minimo risvolto violento nella protesta.

E questo vale per tutti i protagonisti: militanti dei partiti, Popolo Viola, Indignados, Movimento 5 Stelle, precari della scuola, sindacati. E’ vero, c’è l’eccezione dei Cobas della scorsa settimana, ma è l’eccezione che fa la regola.

E poi basta con questa indeterminazione dei manifestanti. Protestano i Cobas e sono indignados. Occupano i precari della scuola, ancora indignados. Sfilano gli indignados e li chiamano Popolo Viola. Ma così non si capisce più nulla, e ogni rivendicazione legittima di chi protesta diventa poco più di un sottotitolo, o un tweet nel vento.

Quanta italianità, poi, nell’abrogarsi la protesta: basta ricordare come il 10 settembre a pochi isolati di distanza a Roma c’era Grillo e il suo Cozza Day, e dall’altra Popolo Viola assieme agli indignati. A protestare per lo stesso motivo. C’eravamo anche noi in Piazza S. Giovanni, ad organizzare una bellissima assemblea lavoro con operai da tutta Italia, e abbiamo constatato con mano a cosa porta questa confusione. Con gli “indignati” che non ci volevano far parlare, con operai che son dovuti tornare in treno senza aver potuto raccontare la loro storia.

Cosa c’è di rivoluzionario in tutto questo? Cosa ne sarà della tanto pubblicizzata (a cominciare da Spider Truman, che dai segreti sulla casta è passato a riportare i comunicati degli indignati…) data del 15 ottobre, con queste premesse?

di Michele Azzu
(22 settembre 2011)

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