Il 19 gennaio 2011 ventinove operaie, ventinove Donne hanno deciso di occupare la fabbrica dove lavoravano. La decisione non è stata facile ma in quel momento era l’unica possibile. La fabbrica in fallimento, il datore di lavoro pochi giorni prima di Natale aveva mandato un telegramma di licenziamento e così dopo mesi di cassa integrazione decidono di salvaguardare quel poco rimasto, occupando lo stabile e chiedendo garanzie per il futuro.
Da gennaio ad ora hanno lottato, resistito alla stanchezza, allo scoraggiamento, ai tentativi di sgombero. Hanno superato gli appelli in tribunale, il primo a giugno. La seconda udienza, il 7 luglio, ha permesso di evitare il fallimento. Ed ora siamo arrivati all’ultima udienza che deciderà il futuro di queste operaie.
L’occupazione sta volgendo al termine. Il giudice dopo aver riletto e studiato le carte, ha ritenuto che il concordato fallimentare è inammissibile. Questo concordato presenta in allegato, anche il nuovo piano industriale presentato da un potenziale compratore che vuole reinvestire nella fabbrica.
La parte che non ha convinto il giudice, però, è solamente quella riguardante i dati presentati dall’ex datore di lavoro. L’udienza ufficiale era il 27 settembre, ma dopo la sospensione del giudice, per un’ ultima rilettura, l’udienza è (continua…)















