Vinyls, operai sulla torre a 150 metri dal suolo

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Gli operai Vinyls di P.to Marghera lo scorso marzo 2011, sulla torcia a 150 mt

Dopo sei mesi gli operai della Vinyls di Porto Marghera tornano ad occupare la torcia dell’impianto (in pratica una torre) alta 150 metri da terra. Da metà febbraio fino a metà aprile, infatti, la torcia era stata già occupata dagli operai (e in altri blitz precedenti, come nel natale 2010) veneti, ma non solo: contemporaneamente, per ben due mesi, erano rimasti occupati anche il silo dell’impianto di Ravenna e la torcia nell’impianto sardo di Porto Torres. La protesta era stata da noi ribattezzata le Torri Gemelle Vinyls.

Ora gli operai sono tornati sulla torre, mentre nell’impianto di Porto Torres i colleghi sardi sono in agitazione da un mese e da ieri sono entrati in sciopero (qui il servizio). Il motivo di entrambe le azioni è il medesimo: fermare la ormai quasi annunciata chiusura degli stabilimenti chimici. Dopo due anni di trattativa tra ministero, Eni, compratori esteri, commissari straordinari, dopo ben due ministri allo sviluppo nulla è cambiato in Vinyls, se non in peggio. La sconfitta più recente, che ancora brucia nelle teste degli operai, è quella del fotogenico ministro Paul Romani, che nel dicembre 2010 aveva promesso – in visita in elicottero, con stuolo di giornalisti – l’imminente riavvio di tutti gli impianti, per poi venire clamorosamente smentito.

Nella vertenza Vinyls ci sono tanti punti poco chiari, tanti misteri mai svelati, e consigliamo a questo riguardo la lettura dell’articolo Vinyls: 3 domande per Romani e Scaroni, scritto all’indomani del fallimento dell’ultima trattativa di vendita, in cui riepiloghiamo questi misteri.

Ora siamo davvero al capitolo conclusivo, l’8 dicembre scade definitivamente la cassa integrazione per gli operai, già prorogata di tre mesi dal ministero. Che, un tavolo dopo l’altro, non fa che rinviare. Ed ecco allora di nuovo sulla torre a Marghera, e lo sciopero a Porto Torres per scongiurare lo svuotamento dei serbatoi chimici che darebbe l’avvio allo spegnimento dell’impianto.

Nel recente comunicato stampa i lavoratori sardi definiscono vergognoso il silenzio, che va ormai avanti dalla visita del ministro, del presidente della regione Ugo Cappellacci. Mentre i veneti, dall’alto della torre, non perdono occasione di accusare l’ENI di aver ostacolato le trattative. Nicoletta Zago si rivolge al ministro Romani in modo diretto: “Ci siamo incontrati e ci siamo guardati negli occhi e Paolo mi ha rassicurato sul fatto che una soluzione si sarebbe trovata. Voglio che Paolo – aggiunge diretta a Romani – risolva la questione e che non scagioni l’ENI che sulla vicenda Vinyls di colpe ne ha tante”.

Sotto il video girato lo scorso dicembre dall’alto della torcia di Marghera.

 

di Michele Azzu (11 ottobre 2011)

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