L’anno della chimica (che muore)

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La chimica è morta, viva la chimica, si potrebbe dire ma non avrebbe certo lo stesso sapore dell’antico detto “il Re è morto, viva il Re”, che presagiva la continuazione della monarchia con un nuovo sovrano.

La chimica invece, in Italia e solo in Italia, proprio nell’Anno della Chimica è già morta, o comunque in coma irreversibile, lasciata al suo destino senza cure.

Vinyls, Basell e Meraklon, è una vera e propria “eutanasia industriale” (non solo della chimica a dire il vero) ad opera di un governo che lascia morire settori trainanti dell’economia Italiana, non certo nell’interesse del Paese.

Ed ecco che dopo che a Ravenna si è festeggiata (dal 10 al 16 ottobre) la Settimana della Chimica, i cassintegrati Vinyls dello stabilimento Ravennate manifestano questa mattina, 27 ottobre, davanti ai cancelli del polo chimico per protestare contro l’ennesimo slittamento della firma della cessione definitiva dello stabilimento a Igs.

C’è poco da festeggiare, infatti, come ricorda Andrea Brigliadori, operaio ex Vinyls:  “c’è ancora qualche problemino da risolvere”, dice serio.

Alla Basell di Terni invece, dopo vari incontri al MISE (assente il telegenico ministro Romani), ai dipendenti ormai rassegnati, non resta che scegliere il trasferimento in uno degli altri siti italiani dell’azienda mentre alcuni hanno dato le dimissioni, non vedendo all’orizzonte soluzioni credibili di riconversione, magari nel progetto “chimica verde” della Novamont, la stessa che ha presentato un progetto di chimica verde a Porto Torres ancora fermo alle autorizzazioni.

Per tornare alla Vinyls, a Porto Torres e a Marghera, lavoratori e segreterie territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uilcem UIL hanno emesso dei comunicati ufficiali, distinti per sito ma simili nei contenuti, in risposta all’ordine di servizio emesso dai Commissari Straordinari Vinyls con il quale si intima ai lavoratori l’avvio delle operazioni di vuotamento degli impianti.

Nel comunicato di Porto Torres si definiva VERGOGNOSO il silenzio del desaparecido Cappellacci e del Governo di fronte alla situazione dei lavoratori, “lasciati soli” a gestire la vertenza; si richiamavano le istituzioni locali ad unirsi ai lavoratori contro Governo e Regione assenti per chiedere al Ministro Paul Romani “quale sarà il destino delle produzioni e quindi dei lavoratori, invitandolo ad intervenire perché favorisca una ricollocazione degli stessi”.

Intanto a Porto Torres continua lo sciopero che si protrarrà fino al 8 Dicembre, garantendo quindi le sole squadre di sicurezza, dopo lo stato di agitazione proclamato il 19 settembre. “La chimica è morta, viva il Governo“, starà pensando qualcuno, dentro i suoi uffici dorati.

di Pietro Curis
(27 Ottobre 2011)

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