Le operaie Tacconi, illuse e abbandonate

Le operaie Tacconi, illuse e abbandonate

 

Pubblichiamo il diario di presidio dalla Tacconi Sud, di Latina, che 29 donne, operaie in cassintegrazione, occupano da ben 290 giorni. Il blog L’isola dei cassintegrati segue da tempo la loro lotta, con la quale non possiamo che essere solidari, perché queste sono le persone che prima di chiunque altro avevano capito cosa stesse succedendo all’Italia, prima di qualsiasi telegiornale, o analista politico. Vi lasciamo alla loro testimonianza, affidata alla penna di Rosa.

Qui dormono da 288 giorni

“Questa è una nota che non avrei voluto scrivere.

A volte si pensa che a causa delle proprie disgrazie sia giusto, non si sa bene in nome di quale privilegio, essere risparmiati dall’ennesima gratutità. Così, mai come questa volta, c’eravamo illuse che messo sul piatto della bilancia tutto il peso nostro sacrificio oggi potevamo finalmente sfidare la piuma della purezza d’animo posta sull’altro, a misurarlo e a riconsegnarci alle nostre vite con il cuore più leggero.

Oggi peso di questa “piuma” è stato quello della ricevuta di ritorno di una raccomandata che convocava il nostro ex datore di lavoro all’udienza che avrebbe staccato la spina alla Tacconi Sud. Permettendone, però, una nuova possibile vita.

Nessuno dei Sarchi si è presentato trasportato dal vento benevolo che soffia sul cuore dei giusti, la piuma che consegnava loro il messaggio, e forniva a noi la certezza d’averlo ricevuto, è rimasta sospesa a mezz’aria spazzata via dal colpo di coda di chi – sapendo di aver perso – bara senza vergogna e a gioco fermo dà il più evidente e grossolano degli  spintoni alle 29 donne che l’hanno piegato ai i suoi doveri di persona onesta.

Pertanto a causa di questa “mancata notifica”che non ha permesso al nostro ex datore di presentarsi in tribunale l’udienza è stata rinviata. Il giudice, dando prova di grande rispetto e considerazione della nostra condizione, ha fissato la prossima udienza al 15 dicembre, data ultima che permetterà di chiudere l’anno con la possibilità di sottoscrivere un accordo di cassa integrazione evitando il licenziamento.

Pertanto il presidio della Tacconi Sud, nonostante questa ultima gratuità del nostro caro ex datore, continuerà fino al 15 dicembre.

Abbiamo bisogno di aiuto, di solidarietà, di stima e di tutto quello che potete far correre sul web per portare in un porto sicuro la Tacconi Sud e il suo sfortunato equipaggio. Ringrazio i lavoratori e le lavoratrici della Midal che stamane erano presenti davanti al tribunale di Latina a tutti gli amici e amiche che si stringono puntualmente intorno a noi… “

di Rosa Emilia Giancola (delegata RSU Femca Cisl )
(12 novembre 2011)

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12 Responses to “Le operaie Tacconi, illuse e abbandonate”

  1. per favore esaminate questa proposta http://www.slideshare.net/redditopertutti/reddito-per-tutti-versione-elementare
    si potrebbe incominciare con le 29 donne di Latina per sperimentare il modello del reddito minimo garantito come proposto sopra, ma questo presuppone un’organizzazione da parte dell’ente provinciale che sappia coinvolgere tutto il tessuto produttivo locale (aziende, enti, associazioni) rendendole immediatamente attive nel territorio invece di lasciarle sole a piangere sotto l’albero di Natale
    abbraccio solidale

    p.s. non avete risposto a mia domanda in twitter: ma la PA ha pagato le fatture al fornitore o le ha bloccate perché Equitalia aveva crediti da vantare?

  2. Marco Nurra scrive:

    Ciao @Laura, non ti ho risposto ancora su twitter perché stavamo aspettando di parlare con le operai della Tacconi, per chiederglielo. In ogni caso ti invito a copiare questo tuo messaggio sulla bacheca della nostra pagina facebook: http://www.facebook.com/asinararevolution in modo che le operaie stesse possano risponderti! Grazie!

  3. fatto: è difficile svolazzare da tutte le parti e beccare il giusto ramo. Temo che non facciamo in tempo a trovare un sistema di tutele unico ed elementare nella gestione da proporre al Ministro Fornero. Invece di insultarla per le lacrime, mettiamola alle strette con una proposta concreta. Poi, casomai.

  4. Marco Nurra scrive:

    @laura tienici informati su questo tuo progetto!

  5. laura spampinato scrive:

    errore: siete voi che dovete scrivere la vostra idea partendo dalla bozza della mia. Io sto in cucina, mica al Ministero. Casomai se me lo chiedete posso dare un’occhiata alla vostra bozza prima che la spediate, per dirvi se rilevo qualcosa che già so non sarebbe compresa. Ho qualche esperienza in centri di orientamento e per l’impiego,e in questo ambito mi muovo. http://saperi.forumpa.it/story/64518/province-si-province-no-un-tema-semplice-anzi-no#comment-10848 :)

  6. Marco Nurra scrive:

    @Laura, neanche noi stiamo al ministero… questo blog è tenuto in piedi da lavoratori e studenti e ognuno apporta le sue idee portandole avanti con tanta fatica e investendo il proprio tempo.
    Quindi se questa è la tua proposta, ti esorto a portarla avanti ed occupartene tu stessa. Visto che io non avrei mai né il tempo né le capacità di fare una cosa del genere… sinceramente. Hai già parlato con le lavoratrici Tacconi, no?

  7. laura spampinato scrive:

    dobbiamo capirci meglio, Marco: dato che la proposta è molto semplice ma non posso sapere se accolta favorevolmente o meno dai diretti interessati, come vuoi che la porti avanti fino allo stremo? Ho bisogno di vostra opinione, cioè dei lavoratori in cassaintegrazione. Non ci vuole molto a dire: se danno a me e mia moglie e mio figlio over 18 quando non lavoriamo 790 euro netti a ciascuno a condizione che siamo disponibili a chiamate per lavori di tipo accessorio fino a quando non troviamo altra occupazione (senza scadenza quindi) a noi sta bene, firmiamo. Oppure, ma tu sei scema: vogliamo stare a casa pagati fino a quando non ritorniamo nello stesso posto o altra azienda ma solo a tempo indeterminato e non se ne parla di lavori accessori. Così, te lo dico, subito, non funziona. Come dico io, già sarà difficile trattare le condizioni: cifra, beneficiari. Ma come faccio a saperlo se non me lo dite?

  8. Marco Nurra scrive:

    @Laura, cosa proponi quindi? Io gestisco il blog, se hai delle proposte fatti avanti. Ripeto: piena disponibilità. Cosa ti hanno risposto le lavoratrici della Tacconi?

  9. laura spampinato scrive:

    chiedono tempo per vedere, giustamente. Propongo di fare un post specifico che rimandi alle slides versione elementare, mettendo la sintesi però come spiegazione in evidenza per poi approfondire se interessati. Se puoi metti votazione: sono d’accordo; non sono d’accordo; ho delle riserve: specificare quali
    Poi si risponde alle obiezioni, ma non solo io anche gli altri che abbiano delle idee migliori. Il documento è concepito come una casa comune in costruzione, non già bello che pronto. Se la cosa (anche tramite vs. pagina facebook, io fb non lo uso quasi per niente) vediamo che è apprezzata, allora ci diamo da fare per la presentazione su nei cieli. Altrimenti grazie per l’attenzione. A Pisa TILT non mi han filata proprio, per dire. Forum SEL nemmeno. E nemmeno su lista redditolavoro. Quindi non so se il caso continuare.
    SINTESI
    Gli interventi più urgenti dovrebbero riguardare chi non ha età per la pensione e non ha un lavoro. Un sistema che venga in aiuto in ogni età della vita post-adolescenziale, ormai dilatatasi a dismisura, è qui descritto e risponde alle obiezioni che non si può dare reddito minimo garantito se mancano i soldi e che tutti ne approfitterebbero per non lavorare. In questo modello sarebbero tutti attivi, almeno 5 ore al giorno, in cambio del reddito minimo garantito utilizzato come ammortizzatore universale in sostituzione di quelli attuali, discriminanti a seconda della forza contrattuale. Mentre gli attuali ammortizzatori vengono assegnati a fondo perduto, determinando condizioni favorevoli per lavoro in nero, altissima è la spesa dello Stato per sostenere attività di tutela del territorio e cura alle persone. Nulla verrebbe dato senza contropartita ’accessoria’ scalando l’ammontare dei voucher (sistema INPS già in vigore), accumulati mensilmente per attività richieste da associazioni/enti/aziende e smistate da unità territoriali comunali, da reddito minimo garantito erogato da INPS (a tutti quando restano senza lavoro, fino a regolare occupazione). Spinta molto forte nel modello viene data a occupazione stabile fra i 25 e i 55 anni, mentre flessibilità è consentita, anzi incoraggiata per tentativi di lavoro autonomo da sperimentare senza remissione se non funziona, nelle fasce di età d’ingresso e uscita dal mercato del lavoro (18-25 55-67).
    http://www.slideshare.net/redditopertutti/reddito-per-tutti-versione-elementare
    esempio obiezioni
    ho trovato in rete questo articolo http://www.lettera43.it/economia/macro/33035/reddito-diritto-al-minimo.htm e alcune domande rivolte da un lettore. Provo a rispondere, punto per punto.
    D. Una prima serie di domande: come si determina chi è disoccupato e ha quindi diritto al reddito di cittadinanza da chi non ne ha diritto?
    R. è disoccupato l’iscritto al centro per l’impiego immediatamente disponibile a impegno giornaliero 3 + 2 (3 attività tutela territorio e cura persone fra offerte disponibili e 2 formazione a scelta da catalogo) fino a nuova occupazione
    D. La moglie casalinga, con marito che prende 2-3.000 euro al mese, è da considerarsi disoccupata? E se il marito prende 1.000 euro, è ancora disoccupata? Lo studente iscritto all’università (18-25 anni), che vive con i genitori, è un disoccupato?
    R. Si, tutti possono iscriversi. La ’sciura’ del dirigente che prende 15.000 euro al mese non accetterà le chiamate a ore. Il giovane che vuole esclusivamente frequentare l’università non accetterà lavori a ore. Se accetteranno, avranno diritto anche loro.
    D. Se si rispondesse affermativamente, allora molte aziende si svuoterebbero di lavoratori, a meno di non alzare i salari minimi.
    R. Le aziende si svuotano dei lavoratori se non sono indispensabili per garantire la produzione. Se lo fanno per motivi impugnabili si ricorre al giudice. Se il lavoratore si dimette per entrare nel sistema del reddito minimo garantito deve dimostrare un valido motivo. E’ evidente che il contratto offerto a nuovi lavoratori deve essere di importo superiore al reddito minimo garantito, altrimenti sarebbe giustificato il rifiuto del disoccupato all’eventuale offerta ricevuta.
    D. Se però si alzano i salari minimi, quanti imprenditori preferiranno trasferire all’estero l’attività, o prendere immigrati non cittadini al posto di italiani?
    R. Succede anche ora.
    D. Seconda serie di domande. Ammettiamo che l’ rdc sia condizionato al lavoro di chi lo percepisce. Sarebbe come dire che lo Stato paga il lavoro precario. Ma le aziende, come reagirebbero a uno Stato che assume precari a 600 euro al mese?
    R. I voucher forniti a aziende per retribuire lavori temporanei vengono da queste pagati. I voucher forniti a Associazioni, Enti, da assegnare per tutela territorio e cura persone, sostituiscono altre forme di contributi che questi già ricevono (trasferimenti e volontariato).
    D.Se lo fa lo Stato, allora perché non dovrebbero farlo loro? Al limite, potrebbero accordarsi, sicché il precario rimane precario a 600 euro al mese (quindi il salario si riduce addirittura) e l’azienda, che prima almeno i lavoratori precari li pagava, potrebbe farsi pagare i lavoratori dallo Stato in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato.
    R. immagina di essere un datore di lavoro con impegni giornalieri da assolvere verso la tua clientela e che ti mandino un giorno uno e un giorno l’altro, tutti sconosciuti a rotazione e per sole 3 ore giornaliere: ti conviene? Quando vuoi quella persona specifica che ha le caratteristiche per rimanere la assumi con un contratto regolare di categoria.
    Spero di aver chiarito l’idea.

  10. Marco Nurra scrive:

    Ciao Laura ti ho risposto per mail.

    Hai chiarito l’idea, ma non era questo che ti chiedevo. Io ti chiedevo: IN CHE MODO POSSIAMO AIUTARTI NOI DEL BLOG?

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