Full Monti, il balletto della politica

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Governo tecnico, di larghe intese, di emergenza, delle banche, del Presidente… quante definizioni per un Governo nato in extremis, per iniziativa di Giorgio Napolitano che nominando Monti Senatore a vita ha aperto la strada per una sua nomina a Presidente del Consiglio.

E gli stessi che applaudivano per la dipartita politica di Berlusconi, la “sinistra”, ora dicono che è il Governo delle riforme lacrime e sangue e che pagheranno sempre gli stessi. Lo stesso Berlusconi che “generosamente” (beatifichiamolo) si è “fatto da parte” (che poi è di fatto un “farsi di lato” come proponeva Calderoli) parla di “stato di polizia tributaria”e nuovamente di rischio comunista, rispolverando il vecchio Manuale del perfetto anti-Comunista, libro mai scritto ma che sicuramente esiste almeno da 17 anni nella testa dell’ex-Premier.

Berlusconi critica il PD che insieme a lui appoggia il “Governo dei Professori”, incolpandolo di non essersi ancora affrancato dal suo passato Comunista e di non essere riuscito a progredire in una svolta liberale: intanto però tutti insieme, PDL, PD e UDC, hanno partecipato al balletto per le nomine dei sottosegretari in cui Monti ha nominato personaggi più o meno estranei ai partiti.

La Lega dal canto suo si defila, scegliendo la via dell’opposizione per non scontentare i suoi elettori rimasti: un po’ di populismo non guasta, tanto poi i provvedimenti impopolari su Fisco e Pensioni li approvano comunque gli altri.

IDV appoggia con riserva, caso per caso, provvedimento per provvedimento, dopo che il suo stesso elettorato aveva criticato la dichiarazione iniziale di Di Pietro di andare all’opposizione: democrazia dal basso o calcolo elettorale? Mah.
Il Cavaliere comunque dice che non uscirà dalla politica ma che raddoppierà gli sforzi, lo fa “per la libertà dei nostri figli”: Lui, che voleva imbavagliare internet con la Delibera bavaglio dell’AGCOM, imponendo l’obbligo di rettifica anche ai blogger, quelli che con coraggio continuano a darci l’informazione che i mass media non danno perchè troppo legati agli interessi di chi li finanzia. Stesso tentativo, non riuscito, successivamente con il DDL intercettazioni.

Ora, quella stessa rete, B la vuole utilizzare per ridare l’assalto agli Italiani con i suoi proclami spot ad effetto. Peccato però che la rete non si presti tanto ad essere colonizzata dai soldi del Cavaliere o di chicchessia, perlomeno non impunemente, senza vendere cara la pelle. E qui sta anche a noi impedire che accada quello che è successo nell’emittenza televisiva, qui i padroni siamo noi, i cittadini del mondo perchè la rete non ha territorio e tutti, dico TUTTI, possono dire la propria… ahimè anche Scilipoti con la fascia nera al braccio per la morte della democrazia, a cui vanno le nostre più sentite condoglianze.

di Pietro Curis
(30 Novembre 2011)

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