È sempre difficile mantenere la lucidità quando poi conosci le storie, e sai che Sonia ieri sera ha lasciato a casa la madre sola con l’Alzheimer o che Valentina invece ha portato il suo bimbo di tre mesi per quattro ore a due gradi “perché e’bene che si abitui a quando faremo la fame”. Dicevo, si rischia di non essere obiettivi nell’analisi se si considerano le storie di queste donne, di molti mariti che hanno già perso il lavoro e dei loro figli: “alla piccola ho detto senza guardarla negli occhi, mi spiace, ma tu all’università non ci potrai andare”.
Il punto e’che anche se l’empatia stesse a zero, questa storia vale comunque 500 milioni di dollari. Tanto la multinazionale americana Medtronic – quotata al NY Stock Exchange, 120 sedi nel mondo – ha pagato l’italiana Invatec, specializzata in prodotti biomedicali, solo un anno e mezzo fa. Un investimento che in parte serviva per ripianare debiti precedenti, in parte per acquistare i brevetti dei dispositivi salvavita prodotti dalle centinaia di maestranze del gruppo bresciano.
Due settimane fa, però, arriva la notizia che nel nuovo piano “strategico” alcune linee di produzione cesseranno e si trasferiranno in Messico. Il motivo è facile, e poi e’sempre lo stesso: il costo del lavoro. Trecento donne – servono mani piccole per fare saldature millimetriche – non saranno più necessarie. E pazienza se solo tre mesi fa le avevano (continua…)














