Le operaie Tacconi su #piazzapulita La7 (video+diario)

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Il diario delle operaie della Tacconi Sud di Latina, 29 donne che da 317 giorni occupano la fabbrica, in collegamento con il programma di Formigli, Piazza Pulita su La7.

Giorno 317. “Avevo due cose da fare questa mattina… ricomporre l’albero di Natale regalatoci dalla trasmissione Piazza Pulita e scrivere questa nota. Questi spazi pubblici offerti al Paese reale non sempre possono comunicare quello che in cuor proprio si vorrebbe dire… la varietà degli argomenti che il conduttore vuole mettere insieme, e il filo logico che tutti i partecipanti sono chiamati a seguire, decontestualizza il fatto, il luogo.

Ma forse anche questo è un altro modo per sottolineare quale distanza c’è tra il Paese reale e la nostra classe dirigente, per nulla imbarazzata dell’indegno spettacolo che offre ogni qualvolta viene data loro la possibilità di teorizzare la nuova morale della quale sono portatori senza nessuna vergogna, tutti tesi a dimostrare con lucida follia perché ci si senta in qualche modo autorizzati al furto o al turpiloquio, ponendo l’aggettivo “normale” come categoria del comune sentire e nel contempo compiere una dissociazione reiterata tra la propria coscienza e la propria azione, senza provare per questo, nessun senso di disagio.

Pertanto non credo possano aver compreso il perché possa esserci qualcuno che ricorda loro che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

A provare gelo (morale e fisico) ed imbarazzo per queste parole sono stata io e le mie colleghe, la sensazione provata è stata quella del “salto nel vuoto” istituzionale, aggiungo, nel quale si è consumata questa diretta televisiva, il format lo conoscevamo già non abbiamo rammarico per questo, spero invece sia passato il divario tra le “forme normali” di “esercizio del disgusto” e le “forme reali” dello “stato di cittadinanza”, il primo rappresenta la classe politica alle prese con un “evoluzione della coscienza e del diritto” il secondo, i pochi cittadini che credono ancora nella (obsoleta per alcuni) coscienza civica, perché cresciuti con “una forma normale” di senso dello stato.

La vicenda della Tacconi Sud resta nello sfondo finche potrà ricordare a questo Paese che la “forma normale” della cittadinanza è la difesa dei diritti.”

di Rosa Emilia Giancola (operaia Tacconi)
(9 dicembre 2011)

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    ROSA…UN ESEMPIO PER ME. TI SPOSEREI!!! SOLO SE TU VUOI!

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