Archive for dicembre 21st, 2011

Acciaio opaco a San Giovanni Valdarno

mercoledì, dicembre 21st, 2011

La tragedia del perdere il proprio impiego, ma anche un’importante testimonianza di solidarietà tra lavoratori. L’isola dei cassintegrati ha scoperto una nuova realtà di crisi, quella di un’acciaieria nella provincia di Arezzo, uno stabilimento un tempo lucente di speranza, oggi sempre più opaco, come il futuro di chi ci lavorava.

San Giovanni Valdarno, Arezzo, Acciaierie AFV Beltrame. È il 27 ottobre di quest’anno e l’ennesimo dramma del lavoro ha il suo epilogo: chiuso temporaneamente a giugno per ristrutturazione con un accordo di sei mesi di cassa integrazione stipulato tra le parti, il sito verrà invece chiuso definitivamente causa crisi.

Mauro Benucci, lavoratore dell’acciaieria, ci racconta lo sconcerto iniziale delle maestranze nell’apprendere la decisione dell’azienda. “Abbiamo visto caderci in testa una brutta tegola dopo soli 4 mesi dalla stipula dell’accordo, unilateralmente disatteso dall’azienda”. Poi, però, lo sconcerto cede il posto alla rabbia, quella pacifica ma testarda que noi conosciamo bene, e i lavoratori iniziano il presidio semipermanente dell’ingresso dello stabilimento.

Il 14 dicembre uno spiraglio di luce per i 79 dipendenti della fabbrica: azienda e parti sociali hanno siglato un accordo che prevede la cassa integrazione per crisi fino al 30 novembre 2012. Un po’ di respiro per i lavoratori e un minimo di serenità per proseguire con la lotta: “Certo la cassa integrazione non è il massimo ma non c’era alternativa al momento” precisa Mauro, e sottolinea che “la strage di aziende che si consuma in Valdarno non sta lasciando superstiti né alternative”. (continua…)

Diario dal Teatro Coppola di Catania – Giorno 5

mercoledì, dicembre 21st, 2011

Dopo l’esperienza del Teatro Valle Occupato, L’isola dei cassintegrati sposa un’altra protesta di lavoratori dello spettacolo, quelli di Catania, che da quasi una settimana occupano il Teatro Coppola, adesso Teatro dei cittadini. Questo è il loro diario dal presidio, da oggi potrete seguire l’occupazione giornalmente anche sul nostro blog.

“Siamo al quinto giorno d’occupazione del Teatro Coppola, a Catania. Il turno di lavoro delle nove di sera è cominciato da quarantanove minuti. Calce bianca a disinfettare i muri. La sparapunti scatta su una quinta in costruzione. Dovrebbero arrivare le pizze fra un po’. Dovrei farmi un’idea di quello che sta succedendo ma non mi interessa più di tanto. Sta succedendo. Da ieri c’è un architetto scenografo che ha preso in mano i lavori, una donna. Le donne stanno facendo tantissimo, continuano ad arrivare e a impastare cemento, passare calce, rifanno i muri, sistiano e danno forza, oltre a raccontare in rete questa storia. (continua…)

78 famiglie svendute in borsa da speculatori invisibili

mercoledì, dicembre 21st, 2011

Provincia di Siena: 78 cassintegrati in presidio da oltre 70 giorni per difendere il loro lavoro, svenduto in borsa da dei proprietari “invisibili”. Siamo venuti a conoscenza di questo caso durante la presentazione del nostro romanzo Asinara Revolution (Bompiani) a Chianciano Terme (Siena) e vi presentiamo la loro storia:

Rovinati dalla borsa: i 78 cassintegrati della RDB di Montepulciano Stazione (Siena), che presidiano giorno e notte da oltre sessanta giorni il loro stabilimento, hanno reinterpretato così l’acronimo di una ditta che fino a pochi anni fa rappresentava l’eccellenza nella produzione dei prefabbricati in Italia. E lo stabilimento senese in particolare, uno dei pochi dei 18 sparsi in tutta Italia in grado di realizzare una struttura dalla A alla Z.

È stata la borsa e non la crisi -denunciano i lavoratori- a far crollare la RDB. È dal 2007, quando la società è stata quotata in borsa, che questi lavoratori hanno la sensazione di essere il casuale contenuto di una scatola che i proprietari usano per i loro giochi finanziari.

“Proprietari che non hanno volto -ricorda uno dei dipendenti più anziani che ha già vissuto il fallimento negli anni Ottanta- quando però i padroni avevano nome e volto e sapevi sempre con chi prendertela e protestare”. La RDB infatti, come molte aziende italiane, è diventata solo uno strumento nelle mani di affaristi (continua…)